In effetti il video ha fatto molto discutere in tutta la Francia; dove – tuttavia – a far discutere è la stessa credibilità manageriale di Lagardère, video a parte. A capo di un colosso finanziario attivo nell’editoria e nell’aeronautica, Arnaud Lagardère non sarebbe infatti riuscito, come peraltro spesso accade, a mantenere le aspettative che in lui si erano riposte dopo l’uscita di scena del padre (Jean-Luc), fondatore e mente creativa del gruppo. Ma se di figli che non eguagliano i genitori è pieno il mondo, quel che è mal digerito dai francesi è in realtà il fatto che Lagardère non sembri, in effetti, fare molto per tacitare gli scettici, e nemmeno pare dannarsi per trovare giustificazioni convincenti alle proprie mancanze (“J’ai le choix de passer pour quelqu’un de malhonnête ou d’incompétent, qui ne sait pas ce qui se passe dans ses usines. J’assume cette deuxième version“, ebbe a dire qualche tempo fa).
Detto questo, Lagardère è stato virtualmente lapidato per quella che gli si imputa essere stata una figura “patetica”; che, nel guardare adorante (e sbaciucchiare) la compagna – modella e di 28 anni più giovane – secondo la stampa “Il se ridiculise”, “Il se comporte comme un bouffon“, fino alla lettura vagamente freudiana di Libération: “Ce qui est triste, c’est qu’il a l’air d’un bébé sur cette vidéo”. Sì, è vero, Lagardère in qualche momento del servizio sembra inebetito dal sentimento e dal desiderio, e quando sussurra “Non ci sono limiti al nostro amore” può certamente far ridere. Ma come potrebbe far ridere chiunque venga a trovarsi (e a mostrarsi) in una situazione simile: miliardario o meno che sia. Uomo pubblico o meno che sia.
Se di Lagardère è quindi discutibile (e nel senso specifico di “discutibile” più che di “censurabile”) l’esibizione del privato, occupiamoci ora del presidente Sarkozy. Che, come premesso in apertura, è stato il primo a demolire, e con tanta cruenza, l’amico di sempre (quello che – si dice –avrebbe messo a tacere la notizia secondo cui l’ex signora Sarkozy, Cécilia, non sarebbe andata a votare al secondo turno delle presidenziali 2007). Fatto è che Sarkozy, lungi dall’amicizia e dall’eventuale riconoscenza, mostra di non avere nessuna pietà per le debolezze altrui.
Strano per un uomo che, presentatosi come forte, sicuro, nuovo, non è tuttavia riuscito a confermare alcuna di quelle qualità promesse.
Il flirt con l’attuale moglie, mondanizzato fino all’istituzionalizzazione, non è infatti stato certamente meno “discutibile” della performance di Lagardère. E se è vero – come si ipotizza – che il presidente si aggrappi ore alla futura paternità per riconquistare il cuore dei francesi e raggiungere il ballottaggio del maggio 2012, il povero Lagardère è addirittura superato. E l’ammirato Mitterrand sempre più irraggiungibile; ma in tutt’altro senso, evidentemente.
Articolo pubblicato il 7.8.11 su The Front Page
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