
Si dice sempre che al fianco di un grande uomo ci sia una grande donna.
Alcuni, con un pizzico di maschilismo, dicono "dietro".
Lascio a ciascuno la libertà di posizionare i soggetti come meglio creda. Del resto penso che l'intelligenza di ogni donna (e di ogni uomo) stia anche nello spostarsi, nel non rimanere fermi.
Mi limito a considerare che Danielle e Francois Mitterrand hanno passato insieme le glorie e le tempeste, le luci e le ombre di una vita intera, negli alti e nei bassi di un'unione privata che anche nelle sue crisi è stata necessariamente quanto impietosamente esposta alle luci del "pubblico".
Ora si ritrovano, per chi ammette questa espressione certamente (ma consapevolmente) retorica, in quella dimensione di assenza che tanto opprimeva il Mitterrand vivente.
Nell'incontro con quel terrore Danielle non aveva potuto accompagnarlo. Fino ad oggi.
Danielle (cui il Corriere dedica un bel ricordo) è stata una donna di valore a prescindere da Francois.
Ma è stata la donna di Francois. Inevitabile, quindi, pensare a questa donna, e insieme a quell'uomo tutto occhi e parole, e cadute e rinascite. Un uomo gigantesco per la Storia dell'Europa intera. Inevitabile pensare ad una vicenda personale, familiare che riporta ad un'epopea politica trascorsa. E da oggi, in qualche modo, ancora un po' di più trascorsa; che c'era appunto questa donna accanto, dietro, e a volte - perchè no? - forse anche sopra quel gigante.
Ed ora anche dentro la sua temuta assenza. Che diventa, almeno adesso, la loro.
Alcuni, con un pizzico di maschilismo, dicono "dietro".
Lascio a ciascuno la libertà di posizionare i soggetti come meglio creda. Del resto penso che l'intelligenza di ogni donna (e di ogni uomo) stia anche nello spostarsi, nel non rimanere fermi.
Mi limito a considerare che Danielle e Francois Mitterrand hanno passato insieme le glorie e le tempeste, le luci e le ombre di una vita intera, negli alti e nei bassi di un'unione privata che anche nelle sue crisi è stata necessariamente quanto impietosamente esposta alle luci del "pubblico".
Ora si ritrovano, per chi ammette questa espressione certamente (ma consapevolmente) retorica, in quella dimensione di assenza che tanto opprimeva il Mitterrand vivente.
Nell'incontro con quel terrore Danielle non aveva potuto accompagnarlo. Fino ad oggi.
Danielle (cui il Corriere dedica un bel ricordo) è stata una donna di valore a prescindere da Francois.
Ma è stata la donna di Francois. Inevitabile, quindi, pensare a questa donna, e insieme a quell'uomo tutto occhi e parole, e cadute e rinascite. Un uomo gigantesco per la Storia dell'Europa intera. Inevitabile pensare ad una vicenda personale, familiare che riporta ad un'epopea politica trascorsa. E da oggi, in qualche modo, ancora un po' di più trascorsa; che c'era appunto questa donna accanto, dietro, e a volte - perchè no? - forse anche sopra quel gigante.
Ed ora anche dentro la sua temuta assenza. Che diventa, almeno adesso, la loro.
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