Nell'ultimo post del 2011 voglio anch'io riprendere quella che è stata definita "la foto più controversa del 9.11".
Scattata da Thomas Hoepker appunto l’11 settembre 2001, essa ritrae un gruppo di newyorkesi seduti al sole, in un parco di Brooklyn, mentre chiacchierano amabilmente.
Dietro di loro, del tutto evidente, si consuma il disastro.
La storia di questa foto è abbastanza complessa, e per chi volesse approfondirla la racconta il Guardian ; quello che interessa a me, qui, è invece solo rilevare come negli istinti che suscita - molti, ed appunto controversi - vi sia tutto quello che oggi non trova, non riesce a trovare collocazione in un meditato dibattito: cioè autentico, vero, e possibilmente sereno.
Dibattito che non si esaurisca, quindi, nel caso di specie, nello scandalizzarsi per tanta apparente indifferenza (che ci sta, è naturale), nè - alternativamente - nel difendere, stereotipandola, la sacra libertà individuale (in questo caso a vivere emozioni, e a manifestarle o meno: e ci sta pure quello), nè - infine - nella facoltizzazione di qualche specie di alibi ("e se non avessero visto?") che, in verità, non sembra credibile.
Commentare a caldo, insomma, "buttare fuori" è legittimo; l'importante è che non finisca tutto lì.
E non è (nel)la foto in questione, il problema, ma solo il pretesto, l'occasione per una piccola nota.
Si parta, sì, dall'impressione ma poi, finalmente, si tenti il ragionamento.
L'unica cosa che, in tutto questo casino, abbia ancora, si, ragione di essere.
Anche perchè - ad essere chiari - di "impressioni", dopo un po', non ce ne facciamo più un cazzo.
Auguri.

0 commenti:
Posta un commento