
Quando vedo un film di Woody Allen mi capita, generalmente, di avere delle idee. Oppure, in alternativa, di sentirmi sommerso sotto le sue. Midnight in Paris mi ha posto in una condizione intermedia. Appena uscito dal cinema, infatti, ho cominciato a pensare al mio prossimo soggiorno parigino, e agli incontri che potrei fare, durante le mie passeggiate. Che sono in verità meno notturne di quelle di Owen Wilson, ma egualmente lunghe, frequenti e appassionate. Io però non sono Owen Wilson, non sono neppure americano e non scrivo sceneggiature per Hollywood. Le mie frequentazioni oniriche a Parigi sarebbero ben diverse da quelle del suo personaggio, e così pure le curiosità da soddisfare.
Ecco che mi immagino in boulevard Lenoir, poco prima di arrivare all’altezza del Canal St. Martin, imbattermi in Jules Maigret, appena uscito di casa. Era una vita che volevo conoscerlo, e la prima cosa che noto – tirando un sospiro di sollievo – è che ha proprio la faccia di Gino Cervi; anzi, lui è Gino Cervi. Ottimo, per me, che infatti potrò soddisfare, in un sol colpo, una doppia curiosità. Così a Maigret chiedo come facesse a concludere tante inchieste senza ricorrere alle intercettazioni telefoniche. A Cervi, invece, cosa avrebbe detto Guareschi dello spread.
Saziata la mia curiosità, mi dirigo verso St. Germain, perché devo assolutamente trovare Sartre prima che rincasi. Cenerà solo anche stasera; la signora è fuori, emancipata al solito, che ha da fare. E’ cupo, Sartre. Ma glielo devo proprio dire, glielo dico lo stesso e glielo dico subito: di tutte quelle sue teorizzazioni di una vita quel che oggi resta è una massa di spacciatori del pensiero, buoni solo a… Come dice? …? No, Sartre, la ringrazio, l’aperitivo no. Ma mi lasci finire, insisto… Sa che in Italia adesso va forte uno che si chiama Saviano, non so se… Come? …? No, non credo che Saviano possa per l’aperitivo. Con Sartre non ci si diverte molto; io la capisco la Simone, in fondo.
E da chi posso andare, adesso? Comincia a essere buio, ho freddo. Voltaire mi ha dato buca. Forse l’ho spaventato dicendogli che avevo un sacco di cose da chiedergli, e mi ha risposto sibillino come sa fare lui …eh, ma non credo di essere abbastanza ignorante per darti tutte queste risposte. Furbo. Però è stato gentile, mi ha mandato Montesquieu. Così, poco più tardi, su una panchina di place Dauphine abbiamo cominciato a parlare di separazione dei poteri. Io gli ho spiegato che le cose, oggi, da noi, sono un po’ evolute. Lui ascolta, ascolta, ma dopo poco si alza, e senza dire una parola si sistema la sciarpa e si dilegua in una nebbiolina illuminata dai lampioni del ponte nuovo. Che tipo.
Mi resta poco da fare e più nessuno da vedere. Torno verso l’appartamento, zona Saint Paul, e già che ci sono allungo per rue de Beautreillis, civico 17. Citofono “Morrison”, magari che gli andasse una birretta. Grazie – mi risponde - ma sono in bagno, sto per entrare nelle vasca”. Per carità, penso io, ogni volta ci resta un’eternità. E me ne vado. Così decido di rincasare definitivamente.
Mentre apro la porta suona il telefono. Rispondo, è di nuovo Voltaire: Ehi, non prendere mai più per il culo Montesquieu…ma non lo sai che hai un carattere di merda?. Mi scuso, ma il fatto è che la separazione dei poteri oggi funziona davvero così, almeno in Italia. Per favore… -risponde – In nessun paese liberale potrebbero capitare cose simili…. Ecco!, grido, perchè è quello il punto: Infatti non c’è mai stato nessuno stato liberale in It… – click! – …lia… Pronto? Pronto? Voltaire ha riattaccato. Ma come, dico, tutta quella manfrina sulla tolleranza, “…non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita eccetera” e poi manco mi lasci finire la frase? Certo che hanno un bel carattere, questi illuministi.
Vado in bagno e il telefono, dall’altra stanza, squilla ancora. Si sarà reso conto che è stato un cafone, penso tra me e me. Pronto? Sì, salve, sono Guareschi. Senta, Cervi mi ha accennato qualcosa, ma non ci ho capito niente… Cosa diavolo sarebbe questa storia dello sprèd?.
Articolo pubblicato il 13.12.2011 su TheFrontPage
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