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giovedì 26 settembre 2013

Butta la pasta. [Sterilmente]



Butta la pasta, che siamo pronti a divorare un'altra sterile polemica all'italiana.
L'esondazione di Guido Barilla è di rara portata (leggi), e giustifica prese di posizione di molti, a vario e diverso titolo.
Di fronte a tanta crudezza, anche personalmente sento di dover esprimere una valutazione, che va tuttavia oltre le parole di quello che preferisco ricordare come l'amato sponsor della A.S. Roma più bella.
Sulle questioni di laicità, di tolleranza e di rispetto dell'altro io non sarò mai un moderato. E non certo perchè mi senta un radicale di sinistra, che non lo sono nè lo sono mai stato. Nemmeno quando ero di sinistra. Penso che Barilla sia libero di fare le pubblicità che crede e rivolgersi al mercato che preferisce, ma c'è modo e modo di spiegarsi. E peggio ancora sono gli apologeti di certa grettezza. E' deprimente vivere in un paese di striscianti fascistelli confessionali, che si aggrappano al feticcio della famiglia (quale, poi?) per giustificare il proprio fastidio nei confronti delle persone e delle loro libertà, di persone. Che poi le chiamiamo "diversità": ma chi è "diverso" da chi? Chi è, tra noi, quello "normale"? Chi rassicura chi? Davvero la famiglia cosiddetta classica, secolare coacervo (anche) di molte imposture, è il luogo ideale che si pretende essere? Una riflessione sulla stessa, magari non affidata soltanto ai pubblicitari o agli imprenditori, servirebbe e molto. Giusto ieri sera Massimo Recalcati ne ha parlato - con competenza ed equilibrio - sui Rai3. Spero che l'abbiano visto in tanti; anche tra i cosiddetti politici, che pure dovrebbero occuparsi di questi temi e che normalmente, però, finiscono col buttarla in banalità. Nel consueto giochino del giusto contro lo sbagliato, della morigeratezza contro lo scandalo. 
Del bianco contro il nero.
Stereotipi, esattamente come la leggenda degli italiani mangiaspaghetti.
Ora però - nota bene - anche categorizzati, come mangiaspaghetti. Che ognuno ha i suoi, a seconda della categoria e del correlato gusto sessuale.
Insomma, si parla sempre peggio di cose che pure sarebbero sempre più importanti, pasta a parte.
Affoghiamo in sterili richiami ad un dibattito sterile, in un paese sterile e purtroppo (purtroppo!) sterilmente orgoglioso, a prescindere, di sè.
  

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