
Quando ho sentito che il Presidente Obama si era dichiarato favorevole a che nell'area di Ground Zero sorgesse un centro di cutura islamico, la prima persona a cui ho pensato è stata Carlo Fizzotti. Esperto di comunicazione e di storia e politica americana, sostenitore (tra i primi) della new wave obamica, Carlo - e non ne avevo dubbi - si è interrogato, come tutti quelli che hanno a cuore le sorti di Obama e del suo progetto, "se fosse proprio il caso".
Me lo sono chiesto anch'io, quindi. E mi sono risposto così, con queste parole che ho appuntato anche sul profilo di Fizzotti, su FB.
Possono suonare provocatorie, in stile Signor G; ma a) ogni vera provocazione contiene un'abbondante dose di verità; b) ad agosto è tutto consentito.
"Un suicidio, senza dubbio; ma civile, di buon senso, coraggioso, vitale. Come piacciono a noi. Perchè a volte bisogna pure uccidersi, per dare un senso alle cose. Ps. Obama ha in fondo il difetto tipico di ogni uomo di potere: vuole anticipare il tempo che verrà, perchè vuole vederlo. O addirittura, meglio ancora, vuole farlo".
In ogni caso forza Obama. Dovunque tu vada, mi viene facile seguirti, perchè ci vedo (oltre alla civiltà) passione, e -come diceva Balzac - "le passioni non fanno mai calcoli sbagliati".
E poi, in ogni caso, il merito più grande che ti riconosco, è quello di non restare alla superficie delle cose, e delle questioni. Il coraggio che dimostri nel voler indagare, a costo del dissenso, la profondità dei problemi, mi e ci stupisce molto - in realtà - perchè di questi tempi, e specie qui da noi, essa pare merce più che rara. Esaurita, potremmo dire.
Un saluto e un ringraziamento a Carlo che mi ha offerto questo spunto.
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