
Vittorio Ghidella è morto. La notizia mi rattrista in particolare per due motivi: il primo è che viene a mancare un uomo che ha segnato profondamente il mondo industriale degli anni '80, con la lungimiranza (spesso inascoltata) di chi crede nel "prodotto" più che nelle alchimie finanziarie; il secondo, me lo consentirete, è che Ghidella era vercellese.
Il suo contrasto con Romiti (che infine lo vide soccombente) costituì probabilmente lo snodo della storia recente di Fiat: cioè tra l'idea di chi voleva fare auto, e quella di chi invece voleva "diversificare". A posteriori si può dire che Ghidella ebbe un'inutile ragione.
L'impressione è che se Fiat avesse creduto un pò di più in questo manager, forse non si sarebbe trovata nel baratro da cui - faticosamente - un altro manager lungimirante sta cercando di tirarla fuori.
Questa una delle sue ultime interviste.
Il suo contrasto con Romiti (che infine lo vide soccombente) costituì probabilmente lo snodo della storia recente di Fiat: cioè tra l'idea di chi voleva fare auto, e quella di chi invece voleva "diversificare". A posteriori si può dire che Ghidella ebbe un'inutile ragione.
L'impressione è che se Fiat avesse creduto un pò di più in questo manager, forse non si sarebbe trovata nel baratro da cui - faticosamente - un altro manager lungimirante sta cercando di tirarla fuori.
Questa una delle sue ultime interviste.
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