Lo so, è una mia ossessione. Non rassegnarmi a quel che mi "vende" la stampa italiana. Figuriamoci se posso provare simpatia per i piloti e i dipendenti che ridono e festeggiano il fallimento della trattativa.
Figuriamoci se posso condividere l'ostruzionismo sindacale.
Ma il caso Alitalia forse è un pò più complesso di quanto non vogliano farci credere.
L'offerta di CAI (non il club che va in settimana bianca, il cartello di salvataggio con la crema dell'imprenditoria italiana) a detta di molti analisti era peggiore di quella di Air France.
Ieri, però, quella fu bocciata, mentre questa - per "senso di responsabilità" - dovrebbe essere accettata: come avrebbe detto Paolo VI, "senza porre condizioni".
Suvvia, non facciamo gli ingenui. Berlusconi, che sparò sulla trattativa con Air France insieme all'avvedutissima Lega, sollecitando all'intesa su un'offerta più debole vuole difendere davvero gli interessi della compagnia?
Le nomine in Mediobanca di ieri possono magari far comprendere quale sia lo stato (nel senso di assetto) del sistema economico italiano? E se si, quindi, offrire magari elementi di valutazione a 360°? Boh.
E il PD che dice? Poco o niente, e quel poco lo dice con la consueta mollezza.
Vorrebbe criticare l'operazione CAI ma ...non ce la fa.
D'altronde non è colpa di nessuno se a capo di CAI c'è Colaninno, e se il di lui figlio fu candidato
(...sapete da chi...) a capolista PD in Lombardia.
Meditiamo insieme, se volete, su tutte queste cose.
Che possono essere significative, insignificanti, condivisibili, sciocche...Ma i piloti e i dipendenti non ballano certo "sul Titanic" da ieri; fingere che sia così è ipocrita e strumentale.
E anche l'ostruzionismo sindacale non esiste da ieri.
Dov'erano gli uomini di responsabilità quando, boicottando l'intesa con Air France, si condannava Alitalia a morire, e si progettava il prestito-ponte (a spese degli Italiani) per prolungarne l'agonia?
Ve lo dico subito: a sputtanare Prodi, che a quel punto doveva essere colpevole di tutto (e di più) per soddisfare un disegno utile a Berlusconi e ad un vero genio della sinistra italiana.
L'utilità di Berlusconi la vedo, la sento, la patisco.
Quella del genio la intuisco e la vedo appena.
Essere a capo del niente non è l'ambizione di un grande politico.
Figuriamoci se posso condividere l'ostruzionismo sindacale.
Ma il caso Alitalia forse è un pò più complesso di quanto non vogliano farci credere.
L'offerta di CAI (non il club che va in settimana bianca, il cartello di salvataggio con la crema dell'imprenditoria italiana) a detta di molti analisti era peggiore di quella di Air France.
Ieri, però, quella fu bocciata, mentre questa - per "senso di responsabilità" - dovrebbe essere accettata: come avrebbe detto Paolo VI, "senza porre condizioni".
Suvvia, non facciamo gli ingenui. Berlusconi, che sparò sulla trattativa con Air France insieme all'avvedutissima Lega, sollecitando all'intesa su un'offerta più debole vuole difendere davvero gli interessi della compagnia?
Le nomine in Mediobanca di ieri possono magari far comprendere quale sia lo stato (nel senso di assetto) del sistema economico italiano? E se si, quindi, offrire magari elementi di valutazione a 360°? Boh.
E il PD che dice? Poco o niente, e quel poco lo dice con la consueta mollezza.
Vorrebbe criticare l'operazione CAI ma ...non ce la fa.
D'altronde non è colpa di nessuno se a capo di CAI c'è Colaninno, e se il di lui figlio fu candidato
(...sapete da chi...) a capolista PD in Lombardia.
Meditiamo insieme, se volete, su tutte queste cose.
Che possono essere significative, insignificanti, condivisibili, sciocche...Ma i piloti e i dipendenti non ballano certo "sul Titanic" da ieri; fingere che sia così è ipocrita e strumentale.
E anche l'ostruzionismo sindacale non esiste da ieri.
Dov'erano gli uomini di responsabilità quando, boicottando l'intesa con Air France, si condannava Alitalia a morire, e si progettava il prestito-ponte (a spese degli Italiani) per prolungarne l'agonia?
Ve lo dico subito: a sputtanare Prodi, che a quel punto doveva essere colpevole di tutto (e di più) per soddisfare un disegno utile a Berlusconi e ad un vero genio della sinistra italiana.
L'utilità di Berlusconi la vedo, la sento, la patisco.
Quella del genio la intuisco e la vedo appena.
Essere a capo del niente non è l'ambizione di un grande politico.
Mi piacciono gli Stati Uniti, molto: mi piace la concretezza americana, e con il passare degli anni trovo che anche la superficialità americana (quella che Gaber irrideva esemplarmente il "Libertà obbligatoria") abbia qualche aspetto, neanche troppo nascosto, da rivalutare.