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mercoledì 28 novembre 2007

Conto alla rovescia per Kivalina.


Sopra l'Alaska c'è una piccola isola che muore. Kivalina, 400 abitanti, vede le proprie coste aggredite ed erose dalle onde: dalle quali, fino a qualche anno fa, era protetta dai ghiacci (per nove mesi all'anno). Ora i ghiacci sono scomparsi, il livello del mare è cresciuto. E tutto questo, evidentemente, è collegabile all'aumento della temperatura.
Nel 1838, quando alcuni esploratori fecero un primo rilievo dell'isola essa risultava 3 volte più grande di oggi. Secondo l'Army Corps of Engineers, come spiega il Los Angeles Times, Kivalina potrà resistere al mare per non più di 10-15 anni, poi sarà completamente, sgretolata dalle onde dell'oceano
I detrattori delle teorie più catostrofiste sono soliti dire che è "tutto normale", che non c'è da essere così allarmisti.
Intanto, però, in questa "normalità" capita che pezzi di terra progressivamente scompaiano. Inghiottiti dagli Oceani. Il che non è contestabile.
E c'è un altro aspetto da considerare. Gli abitanti dell'isola sono circa 400. Ciascuno di loro si pone il problema più ovvio: "che ne sarà di me?". Le risposte non ci sono per tutti, e anche quando ci sono esse sono diverse, e lasciano spazio all'inquietudine. Peraltro nessuno vuol finanziare l'esodo degli isolani: pare che servano 250 mln di dollari. La gente è disperata.
Capita così che qualcuno si uccida, a Kivalina, e che qualcuno uccida: forse per il troppo stress.
D'altronde è difficile vivere in un posto che sta per svanire.
E infatti, molto probabilmente, presto Kivalina scomparirà dalle carte geografiche.
Non sarebbe la prima, né l'ultima isola a finire così la sua storia. E' già successo per un'isola posta tra il Gange e il Bramaputra obbligando circa 10.000 persone ad andarsene.
Le più pessimistiche stime dell'ONU dicono però. che l'intera situazione mondiale (quanto a sommersione delle terre abitate) potrebbe precipitare nel volgere di pochi anni.
Se così dovesse essere, ad andare sotto (e a dover scappare) non sarebbero solo 400 eschimesi, ma 400 milioni di persone del "nostro mondo", cioè del mondo che sta alle nostre latitudini.
Cosa capiterebbe, in quel caso?
E prima, ancora? Se 3 suicidi e 3 omicidi in un anno sono il prezzo che paga un posto con 400 abitanti, proviamo a moltiplicarlo per un milione.

Che fare? Il problema lo conosciamo: sono gli idrocarburi. Il loro uso indiscriminato. Ora, più di prima, l'uso dei loro più nocivi, impuri, surrogati.
La soluzione?
Molti ripetono, da un po' di tempo, che essa starebbe nell'energia eolica e in quella solare. Pare quasi diventato un mantra.
E allora io sorrido. Perchè mi sembra un modo elegante per non risolvere nulla.
Certamente un modo intelligente in assoluto, condivisibile in proiezione futura. E politicamente molto corretto.
Ma che non tiene assolutamente conto del gigantesco, attuale problema di approvigionamento.

Non vorrei che fossimo costretti a salutare Kivalina, e poi - che so - S.Francisco, Genova, Napoli... nella più totale impotenza.
Come barchette che osserviamo affondare, inabissarsi più nel mare della nostra irresponsabilità (soprattutto politica) che in quello vero, fisicamente liquido.
Magnifico, anche se un pò sporco.

(Cliccando sulla foto si accede all'articolo su Repubblica.it)

sabato 24 novembre 2007

Luigi Bobba eletto coordinatore del Pd Vercellese e Valsesiano.

Il Coordinamento degli eletti del PD del Vercellese e della Valsesia, riunito oggi 24 novembre a Vercelli, ha eletto con 20 voti su 21 il senatore Luigi Bobba quale coordinatore del Partito Democratico.
Personalmente, essendo stato uno dei primi a sostenere la candidatura di Luigi Bobba, auguro al primo coordinatore della storia del Pd Vercellese e Valsesiano di riuscire ad interpretare (e far interpretare) il rinnovamento di cui il centrosinistra locale ha assoluto bisogno: se possibile anche più di quello nazionale.

mercoledì 21 novembre 2007

Il simbolo.

Un simbolo non è una cosa che non conti.
Il Pd se ne è dato uno (visibile a destra) bello anche se asettico.
E anche un pò furbo, nella scelta cromatica.
Si tratta di un simbolo "letterale", "testuale", quasi un non - simbolo.
Ciò che avvicina il Pd alla scelta delle destre, italiane ed europee, che da tempo hanno puntato su questa soluzione grafica (penso a F.I., A.N., Ump, Popolari Spagnoli). Io, comunque, ho subito provveduto alla sostituzione. Addio (in sostanza) all'Ulivo, che viene relegato in basso, nell'anticamera dell'abbandono, come fu per vecchie falci e vecchi martelli. Attendiamo la traduzione politica di questa scelta grafica, che io ritengo (o almeno auspico) non casuale.

Le nostre parole.

Sui fatti violenti del calcio italiano cala, come sempre, una cortina fumogena di impostura.
Si mettono insieme le capre e i cavoli, nell’intento di non parlare né delle une, né degli altri.

Cosa c’entrano la tragica fine di una persona e la giustamente invocata punizione di colui che la provoca, con quel che avviene nel pomeriggio di domenica 11 Novembre negli stadi di Bergamo e Taranto, o - in serata - per le strade di Roma (dove addirittura si assiste a un assalto alle caserme)?

Niente. Questa è la risposta. Né la stessa può ritenersi opinabile: perché, diversamente, rinvenire un collegamento significherebbe giustificare, in qualche modo, strategie eversive, di piccola o grande portata.
Strategie tali, comunque, da giustificare per la prima volta, da parte della magistratura, l’aggravante del terrorismo per fatti di violenza legati al teppismo da stadio.

A cosa tende, dunque, l’informazione di giornali e telegiornali che continuano ambiguamente a confondere aspetti obiettivamente inconfondibili? (...)

(segue nei commenti [il primo, ovviamente], per non tenere un solo post sulla home page...)

venerdì 16 novembre 2007

Canone idrico.

La questione è semplice da un lato. Più complessa dall'altro.
L'art. 153 D.Lgs. 152/2006 ha previsto che le infrastrutture idriche di proprietà degli enti locali vengano affidate al gestore in concessione d'uso gratuito.
Questa prescrizione, ove applicata, avrebbe mutato significativamente lo stato delle cose: il Comune di Vercelli incassa infatti annualmente Euro 1.250.000 dal gestore, a titolo di canone idrico riconosciuto e quantificato dall'Autorità d'Ambito (ATO) n.2. Tale somma è, in estrema sostanza, pagata dagli utenti a mezzo bolletta.
L'art. 153 sopra citato prevede che tale somma non sia dovuta.
Ad Asti, in una situazione assolutamente identica, il canone è stato annullato.
A Vercelli no. A Vercelli il Comune porterà a zero il canone in 5 anni.
Questo, a dire il vero, sulla base di un parere legale acquisito dall'ATO nel quale è stata evidenziata la non operatività rispetto alle concessioni e gli accordi contrattuali già in essere, e , quindi, la non operatività, nella fattispecie in esame, dell'art. 153.
Dare atto di questo è giusto e necessario, perchè è evidente che sulle questioni tecnico-giuridiche l'interpretazione (di norme e contesti di applicazione normativa) è indispensabile.
E' tuttavia un fatto che sia stata l'Amministrazione medesima, nel corso dell'ultimo consiglio, a proporre un emendamento alla propria deliberazione prevedendo uno "sconto" di 600.000 Euro sui primi tre anni di canone. Questo - si è detto - per venire incontro ai cittadini.
Ma alcune considerazioni si impongono.

a) se una cosa è dovuta è dovuta. E se non è dovuta non lo è.
b) pertanto, se si decide di venire incontro ai cittadini, evidentemente si ritiene che le ragioni dei cittadini abbiano un senso. E un "fumus".
c) Se questo "fumus" c'è, esso non può ritenersi parziale, e allora il canone va azzerato (come, ripetiamo, è stato fatto altrove).
d) In ogni caso, se si vuol tendere una mano all'utente, ci pare giusto rilevare come 600.000 Euro su 3.750.000 non possano propriamente ritenersi ...una mano tesa.

I gruppi di Margherita e Rifondazione Comunista avevano proposto un emendamento volto all'azzeramento immediato del canone, ma la presentazione (e l'approvazione a maggioranza) dell'emendamento del Sindaco ha impedito che esso fosse messo a votazione.
Credo, tuttavia, che tale questione non possa rinersi esaurita, nè, in alcun modo trascurabile.
Penso che non debba essere strumentalizzata, in alcun modo, ma va affrontata: con serena obiettività.
Vi è di mezzo la tutela del consumo, e - questo per quanto riguarda la costruzione del Pd - la scelta del profilo che questo nuovo partito vuole darsi.
Non sui massimi sistemi, ma sulle questioni che toccano davvero la gente.

(link alla norma: http://www.reteambiente.it/ra/normativa/istituzioni/8556_Dlgs152_06_vige.htm)

giovedì 15 novembre 2007

Sorprendente.

Davvero sorprendente che il centrosinistra, troppo spesso unito solo su battaglie simboliche, in Consiglio Comunale a Vercelli non riesca ad essere compatto nel dire "no" al canone idrico che il Comune continua (e continuerà, fino al 2012) ad imporre - nonostante una legge dello Stato del 2006 ne determini la gratuità - al gestore e, quindi, agli utenti.
Il principale gruppo consiliare di minoranza era assente. Per la metà dall'inizio, per l'altra metà lo era al momento del voto.
Su questa vicenda tornerò a breve, ma sottolineo fin d'ora che è inutile riempirsi la bocca di belle parole quando i comportamenti non sono coerenti. Nè, peraltro, motivati.

mercoledì 14 novembre 2007

Comincio da qui.

Comincio da una brevissima introduzione, e dai saluti.
Questo non sarà un blog in cui parlare dei fatti miei, o di cinema e libri, o altro ancora (per quello rimando al link: "400 colpi", a dx).
Questo sarà un blog essenzialmente "istituzionale", relativo alla mia attività all'interno delle istituzioni, e a tutto ciò che mi sembri rilevante (e per questo meritevole di post) con riferimento allo scenario politico: e locale, e nazionale, e internazionale.
Passo quindi ai ...convenevoli.
Saluti agli amici "linkati" a destra (Gianluca, Luigi e Roberto), e in particolare - trovandomi sul web - Roberto: che ho conosciuto (appunto) via internet, e da lì poi frequentato (e apprezzato) personalmente.
Saluti all'amico Andrea Verri, cui mi lega una comune militanza e - prima ancora - una comune passione per un'Idea diversa di Politica, e di "homo politicus".
Saluti al Prof. Bruno Montanari, verso cui ho ed avrò un eterno debito di "formazione", culturale ed emotiva, e a tutti gli amici e collaboratori dell'Università Cattolica di Milano.
Saluti ai miei genitori, che mi hanno insegnato il rispetto dell'"altro", e a Gianni Mentigazzi, che mi ha fatto scoprire molti maestri, talvolta quasi degli amici, tra gli scaffali delle librerie.
Un grazie a tutti coloro che mi hanno mostrato il lato amabile, più profondo e nobile della Politica, facendomi appassionare ad essa, e - con essa - alle Persone.
Un bacio ad Ambra, che di tale passione, talora invadente, ha una paziente e intelligente tolleranza.