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giovedì 31 gennaio 2008

Atipica dignità.

Chi legge questo blog sa che tra i Dem in lizza negli Usa Edwards fosse il mio favorito. Mi piaceva (e mi piace) molto la sua battaglia per la classe media. Mi piace il suo essere a sinistra senza fronzoli, a sinistra su quel che conta. E capace di non soggiacere agli schemi del sinistrismo sul resto. Roberto Giachetti fu uno dei primi a cui dissi che la candidatura di Giuliani a Presidente fosse un'ottima candidatura. Roberto inorridì, tutto preso com'è dal suo giustissimo Obama. Fatto sta che anche di Giuliani ho una profonda considerazione, per motivazioni simili a quelle che ho espresso su Edwards, benchè il discorso si ribalti, nel senso che Giuliani è un atipico tra i conservatori.Ieri sia Edwards che Giuliani hanno abbandonato la corsa, consapevoli di non avere più chances.Ambra mi ha fatto notare che porto un pò sfiga, ma questo è secondario.

Entrambi si sono ritirati con grande stile e senso di responsabilità. Vi linko, in basso, nella sezione Elezioni USA, i video dei discorsi di entrambi.Giuliani ha subito offerto il suo appoggio a quello che è universalmente riconosciuto come "il galantuomo del GOP", quel John Mc Cain su cui nessuno avrebbe scommesso un soldo e che ora macina consensi e voti.

Edwards non ha potuto fare altrettanto. E' infatti ancora da comprendere cosa possa accadere in casa democratica, dove la signora e il nuovo jfk passano più tempo a demolirsi che a spiegare cosa intendano costruire. Per quel che riguarda la sinistra l'America, a quanto pare, non è poi così distante...
Ps:il programma di Edwards lo lascio sotto in link: per chi volesse leggerlo è molto più breve di quello di Prodi.

martedì 29 gennaio 2008

Di cosa vogliamo parlare?

Forse sbaglio io. Forse sbaglio a non "scandalizzarmi" per gli atteggiamenti, certamente discutibili, di certi esponenti locali di centrodestra: quelli - per capirsi - che offrono un caffè ai dipendenti dell'ente di cui sono vicepresidenti per festeggiare la caduta del Governo.
Intendiamoci: la cosa si commenta da sola, ma l'esponente in questione - Gianluca Buonanno - è personaggio che proprio attraverso questo genere di exploit ha consolidato la propria fama e con essa la propria forza elettorale in modo straordinario. La gente della Valsesia - è un dato di fatto - lo ama, e anche a Vercelli c'è chi lo considera "uno che fa". Cosa faccia, poi, non sta a me sottolinearlo: alcune cose mi paiono evidentemente censurabili (vedi il caffè), altre - per quanto smisuratamente demagogiche - ritengo siano invece del tutto innocue e comunque (bisogna riconoscerlo) molto "popolari". In ogni caso non ho intenzione di fargli pubblicità, e proprio su questo aspetto "di metodo" concentro l'attenzione. Buonanno, mi pare evidente, segue il modello promozionale di un altro grande "animale politico" della nostra zona: Roberto Rosso. Il modello è più o meno questo: "parlate di me, bene o male ma parlate di me".
Nel centrosinistra sono anni che si sparano bordate su RR, da poco meno si sparano anche su Buonanno, con pari intensità...e i risultati di questa campagna di "educazione delle masse" si sono visti alle ultime provinciali.
Il fallimento elettorale di questa strategia non deve aver suggerito nulla a chi, ancora oggi, continua ad attaccare RR o il Sindaco di Varallo, tributandogli un riconoscimento di cui essi non potranno non essere grati.
Concludo: può essere dunque che sia io a sbagliarmi, ma penso che alla gente - specie in questo momento - non interessi davvero nulla delle schermaglie politiche. L'Italia è un Paese in emergenza, e Vercelli e il Vercellese lo sono ancora di più. Molti problemi sono sul tavolo, da anni in attesa di una soluzione o anche solo della volontà di cercarla. Se penso al problema dei rifiuti e all'ipotesi di un termovalorizzatore di Vercelli, temi su cui, in questi ultimi anni, non è stato mosso un dito, devo riscontrare come - ancora una volta - Rosso emerga dalla carta stampata come solutore. E ciò nonostante, dall'alto dei suoi molteplici e prestigiosi ruoli, rinnovati e accumulatisi per lustri, nulla abbia in concreto risolto.
Si è contestato a Rosso e alla Provincia quel che è stato fatto (di sbagliato, di inutile) sul territorio e come i soldi siano stati (malamente) spesi.
Mi chiedo perchè non si sia invece concentrata l'attenzione su quel che si poteva, o magari si doveva fare (di giusto, di utile), e con ciò magari spiegando come andassero (correttamente) investiti i capitali.
Devo registrare - per onor di verità - come il sottoscritto - pochi mesi fa - con una lettera a "La Stampa" avesse sollevato la questione della prossima scadenza della concessione per l'inceneritore; questo capitava in coincidenza di una richiesta di dimissioni (da me non sottoscritta) da alcuni consiglieri rivolta all'Assessore all'Ambiente di Vercelli (in occasione della pubblicazione dei dati sull'inquinamento).
Quel che non condividevo, in quella richiesta, è che anche in quell'occasione, anzichè affrontare il problema si "mirasse" all'uomo. Anzichè guardare avanti si ragionava "al passato", in modo autoreferenziale (voi eravate peggio di noi, noi eravamo meglio di voi).
Il fatto è che nel 2012 la concessione scade. Punto.
Con qualsiasi assessore e qualsiasi giunta.
La notizia non è di sinistra nè di destra. E non è nuova.
Il fatto - nemmeno questo nuovo - è che già ora siamo in ritardo.

venerdì 25 gennaio 2008

La musica è finita. Gli amici se ne vadano.

Ognuno valuterà da sè le ragioni di quel che è accaduto.
Prodi ha (legittimamente da punto di vista umano, imprudentemente da quello politico: e Prodi è un uomo che fa il politico) voluto "parlamentarizzare" il dibattito. Il risultato è che così il supernano, rivelatosi vero stratega, ha buon gioco nel respingere le offerte di esecutivi istituzionali, può dribblare l'ingenua sponda veltroniana e puntare dritto alle elezioni con questa orrida legge: lì, verosimilmente, trionferà, costituendo così il Parlamento che lo manderà al Quirinale (questa è una inesattezza: spiego all'interno di commenti).
Complimenti, dunque, a tutti noi.
Ma soprattutto complimenti a Voi, maiores che da quindici anni dettate la rotta di questo centrosinistra. Su quindici anni, sei anni e mezzo di governo. Quattro governi caduti, e tre premier diversi. Calo dei consensi al Nord stimabile nell'ordine del 30-40%. Potrei continuare. Nessuna riforma importante approvata in tutto il periodo di Governo, a cominciare dalla legge sul conflitto di interessi. Legittimazione politica dell'avversario meno legittimabile unita alla propria perdita di credibilità attraverso lo schizofrenico balletto tra bicamerali e comparsate ai girotondi.

Io potrei ancora continuare.
Il problema, tuttavia, è se intendete continuare Voi.

domenica 20 gennaio 2008

Chiarire.

Due riflessioni brevi:
1) questa mattina è comparso su "La Stampa" un articolo di Barbara Spinelli che inquadra, a mio avviso perfettamente - in una corretta prospettiva laica - il problema della laicità dello Stato. Inutili brutte sintesi, ecco il link;
2) ma ci vogliamo chiedere perchè tutti hanno più voglia di parlare di laici vs cattolici, mentre il problema della competitività italiana (problema davvero drammatico) non accende alcun dibattito, se non in qualche stanza "di comando" sempre poco frequentata o dentro (alcune) pagine degli inserti economici dei quotidiani? ...Perchè, mentre l'Istat ci dice che siamo sempre più poveri, mentre la nostra marginalità industriale ed economica è sempre più forte, mentre la nostra penuria di risorse energetiche è sempre più emergenziale (e si incontra e combina con l'annoso problema dello smaltimento dei rifiuti: ma, anzichè risolverlo, vi si somma!), mentre la modernità avanza minacciosa...noi ci mettiamo a discutere del secolo IXX?
Ci vogliamo chiedere perchè, di fronte ad urgenze di enorme portata, in Italia preferiamo baloccarci con dibattiti e questioncine (ora, adesso) meno che secondarie?

giovedì 17 gennaio 2008

Confondere.

Sollecitato ad un commento sui casi Sapienza e Mastella ho ritenuto di ponderarli. Specialmente il secondo, perchè (tuttora) di lettura meno immediata. Mi limiterò ad un commento breve. Spero chiaro.
Ritengo sconcertante che sia impedito a chiunque di esprimere il proprio pensiero. Ratzinger sta in questo "chiunque" non meno - credo (e spero) - del Presidente dell'Iran, che ha recentemente parlato al Congresso Usa.
Se cinquanta ventenni possono essere scusati per le sciocchezze che fanno (penose emulazioni di un tempo che fu, che scimmiottano ma che - fortuna loro - non hanno conosciuto), i loro professori sono patetici non meno che irresponsabili.
Tengo a precisare che l'Università con cui collaboro, che di nome fa "Cattolica" ospita frequentemente personaggi di provata laicità e da sempre garantisce la massima libertà di espressione ad ogni collettivo studentesco interno. Da sempre, al punto che il '68 (di cui si rivorrebbe creare la forma, benchè ne manchino sostanza e - soprattutto - condizioni) nacque in Cattolica.
Detto questo vengo al caso Mastella, per il quale pure provo sconcerto.
Qui a sconcertarmi è il fatto che SE (e, come Mina, sottolineo SE) quello che si contesta alla famiglia Mastella è quello che emerge dalle intercettazioni (prontamente pubblicate: stupisce più qualcuno?) vengano addirittura ipotizzati i reati in questione.
Magari non ho letto tutto, per carità...magari mi è sfuggito qualcosa (ma deve essere qualcosa di grosso...): altrimenti proprio non so che pensare. E' stupefacente, per usare un eufemismo.
Mi sembra pure stupefacente, torno al primo punto e chiudo, che per dirsi laici oggi si debba essere per forza anticlericali.
Sono assurdi aut - aut di posizionamento.
O stai con Odifreddi o stai con Ferrara. O sei un ultrà laico o sei un ateo devoto. Comunista o cristianista. Intelligente o stronzo. E così via.
No, mi spiace: per me laicità è confronto. Quello che cerco, che accetto, che difendo, nell'inesausto bisogno dell'essere "sociali".
Per questo io mi sento DAVVERO laico.
E cerco sempre di andare al di là del pregiudizio. Di non cadere nella trappola del "superficialismo". Anche quando provo a spiegare, poco fa - al telefono proprio con un eminente laico vercellese, che una valutazione morale - giusta o sbagliata che sia - non è sufficiente a fondare un'accusa penale. Anche se chi è oggetto di quella valutazione non ci piace. Persino se quella valutazione può apparire fondata.
Cose diverse non vanno confuse tra loro.
Un mangiapreti non è un laico. Un baciapile non è un cattolico. Un cattivo amministratore non è un ladro.
La confusione è facile, talora è anche utile, in alcuni casi persino suggestiva.
Ma in Italia si sta confondendo troppo. E quando un intero Paese è confuso esso diventa un posto pericoloso.

martedì 15 gennaio 2008

"Fermate quest'uomo!".

Eh sì, bisogna fermarlo quest'uomo...pericoloso individuo che vuole buttare a carte quarantotto le regole e gli equilibri sportivi. Ma ci pensate...? E' nato senza talloni, e a undici mesi gli hanno tagliato anche il resto delle gambe fino a sotto il ginocchio. Anzichè rassegnarsi a un destino atroce ha fatto davvero quello che agli handicappati (si chiamano così ovunque meno che da noi...e in questo termine non c'è nulla di offensivo se non la paura di usarlo, quindi lo uso) si chiede di fare: ha lottato per la propria "inclusione". Si è alzato, ha camminato, ha creduto in una vita "come gli altri". E magari, perchè no, senza porsi limiti. Così, quando a vent'anni ha anche cominciato a correre ha addirittura scoperto di poter essere veloce.

E che sia veloce, incredibilmente per la sua storia, meravigliosamente per la sua storia, ma anche in assoluto, è indiscutibile. Pistorius è un atleta, un atleta vero. Al punto che, pur nelle sua condizioni, ha cominciato a battere gente con gambe e piedi al posto giusto.

Quando ciò è avvenuto, tuttavia, all'handicappato Pistorius che doveva credere alla vita, senza rassegnarsi, è stato contestato che i risultati ottenuti fossero dovuti alle protesi che usa: tecnologicamente avanzate, troppo, tali da restituirgli - in energia, in corsa - il 30% in più di un individuo normale. Insomma...del tutto dimenticando la situazione da cui muove la storia sportiva (e non solo) di questo ragazzo, si è cominciato a concentrare l'attenzione sui due pezzi di metallo su cui il medesimo regge il proprio corpo e il proprio destino. Gli svantaggi dell'essere un uomo senza gambe sono all'improvviso scomparsi, restando da analizzare solo quelli - anche veri che fossero o siano - delle gambe artificali...Pochi paiono essersi chiesto: quanti altri al mondo ci sono nelle condizioni di Pistorius? Non sarà che è davvero un atleta "straordinario" nel vero ed autentico senso del termine? Anche tralasciando il suo sogno (e l'esempio per milioni come lui), non sarà che Pistorius merita di essere considerato per le sue naturali qualità atletiche?

No, niente da fare. Troppi vantaggi in quelle (mezze) gambe posticce, ha concluso la Iaaf: che tanto se ne dispiace, ma alla fine ha deciso...Pistorius non potrà andare alle Olimpiadi di Pechino. Dove i tempi (che fa) lo avrebbero legittimato ad essere: handicappato tra i normali, anzichè alle Paralimpiadi dove vinse quattro anni fa, ad Atene. Perchè questa decisione? Correndo contro atleti normodotati, ha spiegato la Federazione internazionale, egli - con le sue protesi "super" - altererebbe un criterio di "parità". Ciò sarebbe, appunto, ingiusto: e lo sport e le sue istituzioni (lo sappiamo bene, e lo sa bene anche Marion Jones...scoperta dopata solo grazie alla giustizia ordinaria) non possono avallare le ingiustizie.

Che volete dire all'individuo che guarda la punta del dito mentre quel dito indica la luna (o, in questo caso, un esempio planetario)? Che volete dire a una saggia società che tutto edulcora parlando di "disabili" o "diversamente abili" per non dire "handicappati", e che invoca un'"inclusione", formale, per non combattere la sostanzialità delle esclusioni...e che però, quando ha la possibilità di includere davvero un handicappato, cancellando in un colpo solo una storia di dolorose e siderali distanze tra sogno e realtà...ribalta le cose e dice al giovane più o meno questo: non giudicarmi ipocrita, ma tu sei - purtroppo e paradossalmente - un avvantaggiato. Accettalo. E stai fuori: per il bene dello sport.

A Pistorius, che per l'idea che ho io dello sport e della vita "è" il bene dello sport, è il bene della vita, ed "è lo sport" ed "è la vita", nelle loro accezioni più nobili, a questa persona eccezionale, la mia più forte solidarietà.
Questo - mi pare - è sempre di più un mondo di folli. Ma Erasmo
c'entra davvero poco.

sabato 12 gennaio 2008

Un altro tipo di rifiuto.

C'è un altro tipo di rifiuto, in Italia, che mi indigna anche più di quelli ignobilmente accatastati lungo le strade di una città e di una Regione intera. E' il rifiuto di prendere coscienza di quanto misero sia il senso dello Stato, in questo Paese, e - conseguentemente - ribellarvisi. Tra tanti scandali e scandaletti, c'è un caso , in particolare, che merita le più forti sottolineature.
Quello delle trasfusioni infette.

Siccome il post è lungo, vi rimando all'interno di COMMENTI, segnatamente al primo; troverete :

- Breve storia dell'evoluzione leg.va in tema
- Breve storia dei processi civili e penali
- Le ultime novità dalla Giurisprudenza della S.C.

Ritengo opportuno segnalarvi queste notizie, gli iter processuali e, nondimeno, questa intervista al Presidente del Politrasfusi italiani ed europei Angelo Magrini.