C'è un altro tipo di rifiuto, in Italia, che mi indigna anche più di quelli ignobilmente accatastati lungo le strade di una città e di una Regione intera. E' il rifiuto di prendere coscienza di quanto misero sia il senso dello Stato, in questo Paese, e - conseguentemente - ribellarvisi. Tra tanti scandali e scandaletti, c'è un caso , in particolare, che merita le più forti sottolineature.
Quello delle trasfusioni infette.
Siccome il post è lungo, vi rimando all'interno di COMMENTI, segnatamente al primo; troverete :
- Breve storia dell'evoluzione leg.va in tema
- Breve storia dei processi civili e penali
- Le ultime novità dalla Giurisprudenza della S.C.
Ritengo opportuno segnalarvi queste notizie, gli iter processuali e, nondimeno, questa intervista al Presidente del Politrasfusi italiani ed europei Angelo Magrini.
4 commenti:
//Nel 1992 si approva la legge 210 sul danno biologico che sancisce un indennizzo alle persone che hanno contratto l’AIDS o l’Epatite C in seguito a trasfusioni. La legge limita l’intervento dello Stato nei confronti dei contagiati: ne esclude i dializzati, i trapiantati ed i contagiati da strumenti contaminati.
La sentenza 21060 del 27.11.’98, emanata dal Tribunale Civile di Roma Sez. I, ha riconosciuto la responsabilità del Ministero della Sanità per i danni fisici e morali riportati dalle persone contagiate a seguito delle somministrazioni di sangue e/o emoderivati. La sentenza condanna il Ministero della Sanità per avere, sino al 1991, negligentemente ritardato il ritiro dei farmaci non trattati al calore virucidico. Secondo tale sentenza, pur essendo noto che negli anni ‘70/’80 si erano sviluppate l’infezione da Epatite e poi quella da AIDS - e che queste erano evitabili col trattamento a caldo antivirucidico - il Ministero attese sino al 1988 per disporre l’obbligo del ritiro dei farmaci non trattati al calore e solo nel 1993 di quelli non trattati contro l’Epatite C. Il Ministero della Sanità è stato quindi condannato a risarcire economicamente il danno ad ogni singola persona, dietro causa individuale.
Il risarcimento riconosciuto agli infettati dalla sentenza di Roma del 1998 viene ridotto con sentenza della Corte d’Appello, in seguito al ricorso presentato dal Ministero della Sanità; gli interessati presentano ricorso in Cassazione avverso tale decisione In occasione di questo processo la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo condanna lo stato italiano a pagare 60 milioni di lire ad ogni infettato che aveva intentato la causa, come risarcimento per il danno subito a causa della lungaggine del procedimento (30/11/2000).
Nel mese di giugno il Tribunale di Roma torna ad esprimersi a favore di altri 351 infettati che avevano intentato una causa contro il Ministero della Sanità al fine di vedersi riconosciuto il risarcimento per il danno subito. La sentenza dà ampiamente ragione ai contagiati, andando anche oltre quanto deciso nelle precedenti sentenze aventi ad oggetto la medesima materia: la responsabilità del Ministero viene riconosciuta anche per i contagi avvenuti prima degli anni in cui sono stati approntati i test per i singoli virus.
Duilio Poggiolini, ex Direttore Generale del servizio farmaceutico nazionale del Ministero della Sanità di Francesco De Lorenzo, veniva nel frattempo indagato dalla Procura di Trento per il reato di epidemia colposa, in seguito ad una serie di infezioni da HIV e Epatite C avvenute nei primi anni novanta tramite la trasfusione di sacche di plasma che non erano state adeguatamente controllate, fornite dal Gruppo Marcucci di proprietà di Guelfo Marcucci.
Gli emoderivati, in particolare sandoglobuline destinati al trattamento dell'emofilia, pure in questa circostanza non venivano controllati per la presenza di virus letali né trattati con inattivatori virali: cosa che ha portato alla commercializzazione di materiale infetto e al contagio dei pazienti riceventi. Dell'inchiesta - che nella sua struttura escludeva il dolo basandosi su una teoria della colpa per assenza di controlli - era appunto titolare la Procura di Trento, ma all'udienza dell'8 Aprile 2003 il Tribunale di Trento si è dichiarato territorialmente incompetente a decidere sul processo. Che si trasferiva a Napoli.
Quando questo avveniva, il Presidente dell'Associazione nazionale Politrasfusi così scriveva: "... è noto quanto il tempo, in un paese che vede processi estinguersi per PRESCRIZIONE, cioè per il tempo trascorso tra i fatti e le sentenze, sia importante, per tutti noi che chiediamo, non vendetta, ma semplice GIUSTIZIA", chiedendo un "PROCESSO EQUO ANCHE NEI TEMPI DELA SUA DEFINIZIONE., UN PROCESSO, RIPETIAMO CHE NON FINISCA, COME TROPPO SPESSO E' ACCADUTO IN QUESTO PAESE, CON SENTENZA DI NON DOVERSI PROCEDERE PER INTERVENUTA PRESCRIZIONE".
E la Procura della Repubblica di Napoli, ove appunto era stato trasferito il processo, nel 2005 richiedeva l'archiviazione per prescrizione dei termini e impossibilità di prova del nesso di causa.
A luglio del 2007 avanti l'VIII sez. G.I.P. di Napoli le parti civili avevano spiegato le motivazioni della loro netta opposizione alla richiesta di archiviazione.
Il 27 dicembre 2007 il G.I.P, in accoglimento dell'opposizione, ha ordinato alla Procura della Repubblica di Napoli di formulare l'imputazione di omicidio colposo plurimo a carico di Duilio Poggiolini ed altri 10 indagati.
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito, peraltro, che ''nelle ipotesi di infezioni da Hbv, Hcv e Hiv a seguito di trasfusioni con sangue infetto si configura il reato di lesioni o omicidio colposi''. Dunque ''la prescrizione per l'azione di danno nei confronti del Ministero della Salute per omessa vigilanza sulla 'tracciabilita'' del sangue decorre non dal giorno della eseguita trasfusione, ne' da quello in cui sono rilevati i primi sintomi della malattia, bensi' dal giorno in cui il danneggiato abbia avuto consapevolezza della riconducibilita' del suo stato morboso alla trasfusione subita''.//
Interessante approfondimento avvocato!mia madre è stata contagiata da epatite C per emotrasfusione nel 72 nel corso di una gravidanza, e quando ha scoperto il virus nel 2003 (poichè era rimasto incubato) è stata una battaglia riuscire a farle avere l'indennizzo previsto dalla Legge 210 del 1992 per tutti coloro che siano stati contagiati di HCV o HIV per emotrasfusione.
Presentai la domanda nel 2003, nel 2005 la prima visita e la relazione positiva della commissione medica ospedaliera di CZ sul nesso di causalità,e solo a primavera del 2007 l'avvio dell'erogazione bimestrale dell'indennizzo! per altro una miseria!!!
Ora tenterò la causa..e magari fra 10 anni vi dirò!.....
che video toccante, che dire...son cose che fanno riflettere.
c'è un modo per aiutarli, appoggiarli, farci sentire solidali e vicini?
plaudo alla Suprema Corte.
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