Eh sì, bisogna fermarlo quest'uomo...pericoloso individuo che vuole buttare a carte quarantotto le regole e gli equilibri sportivi. Ma ci pensate...? E' nato senza talloni, e a undici mesi gli hanno tagliato anche il resto delle gambe fino a sotto il ginocchio. Anzichè rassegnarsi a un destino atroce ha fatto davvero quello che agli handicappati (si chiamano così ovunque meno che da noi...e in questo termine non c'è nulla di offensivo se non la paura di usarlo, quindi lo uso) si chiede di fare: ha lottato per la propria "inclusione". Si è alzato, ha camminato, ha creduto in una vita "come gli altri". E magari, perchè no, senza porsi limiti. Così, quando a vent'anni ha anche cominciato a correre ha addirittura scoperto di poter essere veloce.E che sia veloce, incredibilmente per la sua storia, meravigliosamente per la sua storia, ma anche in assoluto, è indiscutibile. Pistorius è un atleta, un atleta vero. Al punto che, pur nelle sua condizioni, ha cominciato a battere gente con gambe e piedi al posto giusto.
Quando ciò è avvenuto, tuttavia, all'handicappato Pistorius che doveva credere alla vita, senza rassegnarsi, è stato contestato che i risultati ottenuti fossero dovuti alle protesi che usa: tecnologicamente avanzate, troppo, tali da restituirgli - in energia, in corsa - il 30% in più di un individuo normale. Insomma...del tutto dimenticando la situazione da cui muove la storia sportiva (e non solo) di questo ragazzo, si è cominciato a concentrare l'attenzione sui due pezzi di metallo su cui il medesimo regge il proprio corpo e il proprio destino. Gli svantaggi dell'essere un uomo senza gambe sono all'improvviso scomparsi, restando da analizzare solo quelli - anche veri che fossero o siano - delle gambe artificali...Pochi paiono essersi chiesto: quanti altri al mondo ci sono nelle condizioni di Pistorius? Non sarà che è davvero un atleta "straordinario" nel vero ed autentico senso del termine? Anche tralasciando il suo sogno (e l'esempio per milioni come lui), non sarà che Pistorius merita di essere considerato per le sue naturali qualità atletiche?
No, niente da fare. Troppi vantaggi in quelle (mezze) gambe posticce, ha concluso la Iaaf: che tanto se ne dispiace, ma alla fine ha deciso...Pistorius non potrà andare alle Olimpiadi di Pechino. Dove i tempi (che fa) lo avrebbero legittimato ad essere: handicappato tra i normali, anzichè alle Paralimpiadi dove vinse quattro anni fa, ad Atene. Perchè questa decisione? Correndo contro atleti normodotati, ha spiegato la Federazione internazionale, egli - con le sue protesi "super" - altererebbe un criterio di "parità". Ciò sarebbe, appunto, ingiusto: e lo sport e le sue istituzioni (lo sappiamo bene, e lo sa bene anche Marion Jones...scoperta dopata solo grazie alla giustizia ordinaria) non possono avallare le ingiustizie.
Che volete dire all'individuo che guarda la punta del dito mentre quel dito indica la luna (o, in questo caso, un esempio planetario)? Che volete dire a una saggia società che tutto edulcora parlando di "disabili" o "diversamente abili" per non dire "handicappati", e che invoca un'"inclusione", formale, per non combattere la sostanzialità delle esclusioni...e che però, quando ha la possibilità di includere davvero un handicappato, cancellando in un colpo solo una storia di dolorose e siderali distanze tra sogno e realtà...ribalta le cose e dice al giovane più o meno questo: non giudicarmi ipocrita, ma tu sei - purtroppo e paradossalmente - un avvantaggiato. Accettalo. E stai fuori: per il bene dello sport.
A Pistorius, che per l'idea che ho io dello sport e della vita "è" il bene dello sport, è il bene della vita, ed "è lo sport" ed "è la vita", nelle loro accezioni più nobili, a questa persona eccezionale, la mia più forte solidarietà.
Questo - mi pare - è sempre di più un mondo di folli. Ma Erasmo c'entra davvero poco.
6 commenti:
L'atletica è uno sport in cui si compete con il proprio fisico.
Chi corre con le gambe, gareggia contro altri come lui.
Chi corre con delle protesi, faccia la stessa cosa.
A meno di non volerla buttare sul romanticismo strappalacrime, mi sembra una cosa elementare.
commento precedente incommentabile. di un cinismo, direi, di maniera. la logica non è strappalacrime, però può essere elementare e perfino romantica.
viva pistorius.
Da questa logica romantica possiamo solo aspettarci un futuro fatto di atleti sani che si fanno tagliare le gambe per montarci delle ruote.
Capisco sia difficile accettare che la bella favoletta sportiva non sia corredata del regolamentare "lieto fine", ma per queste cose rivolgetevi ad Hollywood, non allo sport vero (che ha bisogno di essere trattato con rigorosa razionalità).
1)Il fatto che uno che corre con delle protesi sia considerato avvantaggiato rispetto a uno che corre con le sue gambe fa ridere per non piangere.
2)Negare ad un handicappato il diritto a sentirsi "normale",a competere coi "normali",a casa mia è un'infamità.Se proprio si voleva rispettare la logica(quale logica,poi,non si sa)si poteva farlo gareggiare e poi,magari,non considerare la sua prestazione ai fini della classifica.Non sarebbe la stessa cosa,ma sarebbe stato "qualcosa".
Viva Pistorius.
l'esito di questa vicenda è incredibile per chi non si rassegna al fatto che oggi ogni analisi è viziata dall'assenza di categorie di riferimento, o meglio dalla loro non conoscenza
Peso 105 chili, e quindi almeno 20 di troppo. Mi dichiaro (e sono effettivamente) handicappato, quindi dovete proteggermi. Anzi: "tutelarmi", come si dice in questo mondo di piagnoni.
Dato che ho deciso di vincere i 100metri piani in meno di 9 secondi, e dato che i trampoli velocizzanti di Pistorius non mi reggono, penso che mi farò lanciare con una fionda. Molto grossa, of course.
Da questo blog lancio la campagna per difendere il mio diritto di vincere i 100 metri con la fionda.
Mi sembra politicamente molto corretto, no?
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Gabriè, ma dobbiamo pure votarti?
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