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martedì 18 dicembre 2007

L'Italia prodotto di Berlusconi (guestext: di Andrea Montanari)

Questa settimana è tempo di ospiti. Dopo il tema del lavoro, un'altra riflessione di un "terzo": di un amico, Andrea Montanari, giovane avvocato romano e dottorando in Diritto Privato all'Università Roma Tre. Lo ringrazio per l'attenzione e la profondità della riflessione.
Il prodotto di Berlusconi ha impiegato del tempo a venire alla luce. Il non senso per le istituzioni, il non rispetto per le regole, l’apparire quale venditore di mille fortune, quale uomo dalle mille magie, ha finalmente pagato. l’Italia adesso, caro SB, è come Lei l’ha sempre voluta a sua immagine e somiglianza.
SB ha introdotto nella gente l’idea del non rispetto delle istituzioni. Il definire la magistratura “armata rossa”, i magistrati come dei malati. L’andare fuori dal seggio elettorale il giorno in cui si svolgono le votazioni e fare campagna elettorale. L’avere nella propria coalizione chi inneggia slogan contro il tricolore nazionale al suono di “Roma ladrona”. Il dare del Kapò ad un collega (?) tedesco dinanzi all’intera Europa unita. L’invocare lo sciopero delle tasse. Il fare le corna in foto ufficiali. Il dire di aver adoperato le proprie doti di seduttore con la collega (?) svedese. E quanto altro. E l’opposizione che si stancava nel mettere in risalto il non senso per le istituzioni che si palesava ogni giorno di più. D’altra parte però, il progetto è riuscito: le istituzioni non hanno più un potere effettivo. Le istituzioni non possono procedere a riforme senza compromessi, perché altrimenti c’è la rivolta. Perché se ci si vuole adeguare all’economia di mercato e procedere alle liberalizzazioni bisogna fare i conti con i vari regimi corporativismi del nostro paese. E allora i taxisti bloccano la circolazione, i TIR si fermano con conseguenze indicibili. Con tutto ciò non si vuole dire che non c’è diritto di protestare e di esercitare i propri diritti, c’è però la critica al metodo. Lo stesso è stato prodotto dal non senso delle istituzioni introdotto pian piano nella gente. SB non c’è più, ma noi siamo come lui. E’ allora opportuno ricordare che libertà non significa anarchia, che i diritti si esercitano secondo delle regole, perché la conseguenza vera di quello che è accaduto l’hanno pagata i cittadini consumatori, per non parlare dello “schiaffo” alla povertà effettuato facendo scientemente avariare gli alimenti. Se l’Italia deve “ricominciare”, se l’Italia deve andare avanti, bisogna smettere di essere il prodotto di chi è da tempo indietro.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

andrea non sono d'accordo SB c'è ancora e ci sarà sempre

Anonimo ha detto...

Condivido in pieno ma con un solo appunto....... La collega in questione era quella finlandese.

Unknown ha detto...

finlandia svezia sempre bone sono! E poi l'articolo prevede il futuro!!

Anonimo ha detto...

che dire, condivido in pieno anche se mi chiedo... le regole devono essere imposte o discusse?