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lunedì 10 dicembre 2007

Quale libertà.

Luttazzi è una persona intelligente, che insegue consapevolmente le proprie disgrazie. A me non piace particolarmente, lo voglio dire subito. Non mi piace la sua volgarità così insensata (non ho detto gratuita, anche la volgarità gratuita - in certi casi - trova, proprio nella stessa gratuità, un senso), com'è insensatamente volgare un pasto coprofago, o usare le mutande di Anna Falchi come improbabile Aerosol. Tutte performances dei suoi trascorsi Rai. Dalla quale, tuttavia, fu cacciato per altro (l'errore sta, a mio avviso, solo in quel "per altro"). Veniamo ad oggi. La battuta (?) su Ferrara a Decameron semplicemente non faceva ridere, nè peraltro sono riuscito a rinvenirvi alcunchè di vagamente prossimo alla satira. Non mi spiace affatto che Luttazzi esca dalla Tv generalista (e non solo), se il modo in cui intende starci è questo. C'è una bella lettera dello stesso Ferrara su Repubblica di oggi che spiega (bene, è ovvio, Ferrara è bravo) alcune cose sulla "libertà". Termine abusato. Termine usurpato. Concetto sputtanato.

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Si, siamo proprio il paese della memoria storica che non va più in là delle 36/48 ore........

Radio Londra docet...

Anonimo ha detto...

Concordo con chi, riferito all'intervento di Luttazzi su Ferrara, ha provato disgusto e schifo.
Concordo pienamente con quelli che hanno approvato la sospensione del programma su La7.

Ma come si fa, dico io, a dire certe cose in televisione quando lo sanno tutti che quella con le fruste è la Brambilla e non la Santanchè!!!!!!

Anonimo ha detto...

Qualche citazione interessante:

«La fatica ad accettare la satira c'è sempre stata, ma oggi è più forte che mai. Io credo che le motivazioni siano di due tipi: da una parte c'è il problema della dicotomia anima-corpo, vale a dire della non accettazione della componente corporea, di tutto ciò che è espressione del corpo e che viene, dalla nostra cultura, sempre censurato; d'altra parte credo che ciò a cui stiamo assistendo in questi tempi sia un progressivo ridursi della competenza del pubblico in quanto tale.»

«È sbagliato parlare di volgarità della satira, essa da sempre ha come tecnica (corpo grottesco) la riduzione alla esigenze corporali: mangiare, bere, defecare, urinare, scopare.
Chi lancia accuse di volgarità è un ignorante, e dovrebbe leggersi i capolavori del genere: Aristofane, Ruzante, Rabelais, Swift, Sterne, Karl Kraus e Dario Fo.
»

A proposito, ricordo che tempo fa il buon Daniele utilizzava il giusto incipit per introdurre i suoi lavori teatrali.

"Questo spettacolo è condito di volgarità gratuite, cosi gli imbecilli si offenderanno e potranno andarsene.
A tutti gli altri buon divertimento.
"

Anonimo ha detto...

Giuliano Ferrara, persona intelligente quanto odiosa (non tanto per lui ma quanto per la moglie..tra i tanti a lodare la guerra in Irak...oggi non vi è più traccia di questi veri imbecilli) sta cercando di creare una televisione non generalista ma per chi ha almeno due lauree (sue parole di circa 1 anno fa).
Il suo errore è stato quello di dare un spazio a Luttazzi, personaggio interessante ma che sguazza nelle risse che lui stesso provoca...
Concordo pienamente con il fatto che non conosca limiti e non faccia ridere (ritengo comunque che questa sia una mia opinione personale non condivisibile) ma cacciarlo ora è da bambini piccoli offesi...

Anonimo ha detto...

Scusate, ma mi sembra che sostenere che certe "battute" siano satira sarebbe come sostenere che le TV locali che facevano vedere pubblicità di film
hard facessero opera di educazione sessuale...

Esiste semplicemente un limite alla decenza che, piacia o no, è alla base del reciproco rispetto, tutto qua. Se non ci fossero limiti ci sarebbero "comici" che salirebbero sul palco e attaccherebbero con "sapete come fanno 5 ebrei..." o altre bestialità del genere in nome d'una presunta libertà di espressione.

Mi fa specie solo che poi si parla sempre di Luttazzi e mai di Forattini...

Anonimo ha detto...

Premesso che la comicità di Luttazzi non mi è mai piaciuta vorrei però fare alcune considerazioni sul concetto di "volgarità".Sicuramente gli spettacoli di Luttazzi sono "volgari",ma di una volgarità palese e quindi,secondo me,più innocua e "onestà". Non sono forse più subdolamente e autenticamente volgari il leccaculismo di Vespa,i pomeriggi TV della domenica,le Alde D'Eusanio,le Simone Ventura,le Marie Defilippi ecc... e il cinismo ipocrita dell'ateo- devoto Giuliano Ferrara?(e usciamo anche dal luogo comune che sia così "bravo e intelligente"...)

Anonimo ha detto...

@ "Destra decisa"

Evidentemente non hai la più pallida idea di cosa siano satira e volgarità.
Nel primo caso ti consiglio di studiare meglio i classici.
Nel secondo, continua pure a leggere Forattini.

Anonimo ha detto...

Certo che il nostro è proprio un paese strano.
Davvero.
A parte non capire la differenza tra satira e comicità (il bagaglino una volta ogni 35 anni fa ridere, ma non è satira), e fin lì può anche essere.

Ma vedere la gente che si indigna per una battuta, e non si indigna del fatto che abbiamo dichiarato guerra e poi chi l'ha dichiarata (Silvio) dice che lui quella guerra non la voleva.

Ecco cosa mi preoccupa. Mi preoccupa il fatto che a fare la voce grossa con un comico (come piace chiamarlo a voi) siamo buoni tutti.

E' fare la voce grossa coi i potenti, quando questi fanno scelte del cavolo, che non siamo buoni tutti.

Dovreste ringraziarlo Luttazzi, per aver messo in ridicolo chi amministra questo paese come fosse Disneyland.

Ma sono sicuro che continuerete a dire: ma a me quello non faceva ridere.

Anonimo ha detto...

Al Direttore di Repubblica:

è disarmante vedere firme celebri annaspare di fronte alla satira e alla sua natura. Quello della volgarità, da sempre, è il pretesto principe di chi vuole tappare la bocca alla satira. Che sia chiaro una volta per tutte ( i furbastri più o meno interessati mi hanno un po' stufato ): la volgarità è la TECNICA della satira. Con questa tecnica, la satira esprime idee e opinioni. Censurare la satira ( in nome del cattivo gusto o di altri princìpi volatili e capziosi ) è censurare le opinioni. E' fascismo. Chi si attarda in disquisizioni sul buon gusto è un censore. Punto. L'unico limite lo stabilisce la legge: diffamazione, calunnia. La satira è arte: o è totalmente LIBERA, o non è satira. Se io parlo del sostegno immondo di Ferrara alla guerra criminale di Bush, Blair e Berlusconi in Iraq, e voi vi scandalizzate dei toni satirici invece che di Abu Grahib o del napalm a Falluja, la vostra scala di valori è corrotta. Era questo il significato di quel monologo. Come volevasi dimostrare.

Daniele Luttazzi

Anonimo ha detto...

"Opinioni sulla censura" di Pier Paolo Pasolini, "Vite Nuove" 17 dicembre 1960:
"Cerco di riprodurmi nell'immaginazione la meccanica di quel sentimento, o sensazione, o gruppo di sensazioni, che prova una persona nell'atto di scandalizzarsi. Beh, mi sembra che, per un gruppo ben determinato di persone, la cosa consista in questo: nel dolore, prima di tutto, di non fare ció che fanno i personaggi che scandalizzano (cioè in una specie di gelosia), e di non farlo per una specie di autoproibizione che esaspera, poi, tale dolore; questo primo sentimento indistinto di rabbia e di angoscia si tramuta immediatamente in indignazione conformista: ossia la morale corrente si impadronisce subito di quell'istintiva e irrazionale commozione, la fa sua e le dá i suoi argomenti. Con i quali lo scandalizzato si difende dalla tentazione... Insomma sulla censura si compie molto spesso un grande errore: quello di accettare la discussione sul piano su cui la pongono i censori: cioé sul piano moralistico-sessuale. Invece no: bisogna ignorare totalmente il loro ipocrita prestesto: é tanto chiaro che lo capisce anche un bambino, che la CENSURA É SOPRATTUTTO UN FATTO POLITICO, dove il sesso é una semplice e spudorata elusione... La censura intimidisce, minaccia ... pone al pubblico un falso obiettivo, distorcendo completamente la sua capacitá di comprensione ... getta il discredito, la denigrazione, lo scandalo sull'autore, il quale perde cosí di rispettabilitá e di attendibilitá. E questo é il risultato veramente piú diabolico."

Anonimo ha detto...

Uffff... quante persone erudite quando si tratta di difendere Luttazzi... Quante citazioni... Anche i "classici" si spolverano...

Ragionare con la propria testa sul concetto di volgarità è troppo difficile? Tiriamo fuori un classico di duemila anni fa...

Pasolini e gli altri citati hanno espresso rispettabilissime opinioni, non verità assolute. Tutto qua.
E giudicare uno spettacolo come volgare non è da imbecilli nè da fascisti nè da ignoranti, ma semplicemente da persone che pensano con la propria testa.

Qualcuno non sa cosa sia la satira, altri evidentemente non sanno cosa sia l'imbecillità. A quest'ultimi buona visione...

Anonimo ha detto...

Per quanto mi riguarda la volgarità non c'entra con le parolacce e c'entra molto,troppo, con l'idea di "banale",del lavoro da poco,del mediocre,del fin troppo facile.

Ora se davvero bisogna considerare volgare la comicità di Luttazzi(e io non la considero tale),allora bisognerebbe tacciare di volgarità tutti gli altri comici televisivi,visto che la loro comicità non è meno banale o più geniale di quella di Luttazzi.
Per dire:mi infastidì molto di più Crozza - che comunque è un signor comico - contro Mastella a Ballarò,di quanto non m'abbia infastidito Luttazzi e le sue parolacce.(E non sono un fanatico dell'Udeur).
Il mio modello di satira,personalmente,rimane Chiambretti,capace di mettere a nudo i pregi e i difetti dei potenti senza mai prenderli per il culo,nemmeno per un secondo.

Per quanto mi riguarda,l'attuale satira televisiva è molto poco incisiva e i comici si stanno comportando ben al di sotto delle loro possibilità.
Di lì a accusarli di volgarità, quando la vera televisione volgare si sta mangiando tutti gli spazi che una volta erano destinati alla satira,ce ne corre,eccome.

Anonimo ha detto...

Volgare?
State qui a parlare di Luttazzi, e non vi siete indignati quando chi ha portato in guerra questo paese ha detto che lui in realtà non ce la voleva portare...

...MA FATEMI IL PIACERE. SIETE RIDICOLI.

Mi piacerebbe che gli attributi venissero tirati fuori contro chi fa certe dichiarazioni idiote (cioè quando parla Silvio), non quando un comico satirico fa un battuta su Ferrara: TROPPO FACILE.

La satira serve per far discutere e per provocare. Se non siete pronti ad essere provocati (e quindi di conseguenza riflettere) rimanete pure a guardare il bagaglino: quella sì che è comincità non volgare.

Ma fatemi il piacere.

Anonimo ha detto...

@ IO

Ragionare con la propria testa va benissimo, a patto che quella testa contenga tutte le informazioni necessarie a produrre un ragionamento sensato.
Se dico che i quadri di Picasso sono porcate analoghe agli scarabocchi di un bambino di terza media (solo perchè ignoro tutta la storia dell'arte precedente nonchè il percorso creativo che lo ha portato a dipingere in quel modo), ho certamente ragionato con la mia testa senza allinearmi al pensiero critico dominante, ma ho anche detto una cazzata senza senso.
Le "dotte" citazioni servono soprattutto a riempire il vuoto di quelle teste che presumono di poter giudicare prescindendo dalla conoscenza, in nome di una malintesa autonomia di pensiero.
Confondere la volgarità usata come mezzo satirico, con la volgarità fine a se stessa, è come non saper distinguere un barolo d'annata dal tavernello.
Il che va benissimo, a patto che non si pretenda di insegnare il mestiere ad un sommelier.