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venerdì 4 gennaio 2008

I(ahi)owa.

Mrs. Clinton ha perso il primo round. Non la presunzione di ritenere che questo conti poco o nulla. Ho una particolare idiosincrasia verso le lobbycrazie "totalitarie" di cui le famiglie Bush e Clinton sono tanto espressione quanto garanzia di perpetuazione; la signora, poi, aggiunge al tutto un personale cinismo, di cui Michael Moore dà buona (e inquietante) testimonianza in "Sicko". C'è da segnalare - nel risultato delle primarie dell'Iowa - la netta affermazione di Obama e la benaugurante "tenuta" dell'unico, vero "eleggibile" democratico, cioè John Edwards.
In casa repubblicana fa riflettere l'ascesa dei cosiddetti "predicatori" (in particolare Huckabee) e il parziale ridimensionamento di Giuliani: politico che apprezzo molto, e che apprendo essere uno dei pochi candidati non "antidarwinisti" del Gop.
Se è vero che Giuliani punta tutto sui grandi stati, è altresì vero che sarebbe bene guardarsi da ogni tipo di sottovalutazione.
Questo (forse) comincia a capirlo anche Mrs. Clinton.
E spero che tra tre giorni, nel secondo round del New Hampshire, le possa essere del tutto evidente.
ps. non trascuro gli interessanti aspetti delle modalità del voto, per quanto riguarda i Democratici. Li commenterò a breve, per intanto rimando a questo articolo di Repubblica.

In basso, nella parte sulle Presidenziali Usa, un link all'intervista che Giuliani ha rilasciato a L.King per spiegare la debacle.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

I'm Bloomberg, and I approve this message!

Anonimo ha detto...

apsetto il tuo commento sugli aspetti del voto. Penso che dovremmo prenderne il buono per le assemblee degli aderenti del PD

Anonimo ha detto...

Non credo che Edwards sia il più eleggibile, non credo nemmeno che lo sia Hillary, nè Obama. Ma anche in casa Repubblicana , stringi stringi, chi è davvero eleggibile? Forse Giuliani, ma se continua così.....

nonnepossopiùdibertinotti ha detto...

Giuliani è amaro però è medicinale. Ve lo consiglia nicola arigliano.

Anonimo ha detto...

Giusta la voglia di cambiamento,ma ogni cambiamento è inutile se non si accompagna all'intelligenza politica.
Nessun candidato democratico ha un'intelligenza paragonabile a quella di Hillary Clinton.

d.n.