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martedì 10 giugno 2008

Le nostre regole, e il mondo che non le rispetta.

Eccoli lì, i nostri eroi, che contestano fieramente e giustamente l'arbitro. D'altronde è sicuramente colpa sua, se abbiamo perso.
Il gol di Van Nistelrooy - di cui, nella foto, i nostri vanamente cercano di sottolineare l'irregolarità al prevenuto mr. Frojdfeldt - che ha spianato la strada all'Olanda, era in fuorigioco: era da annullare; ...il resto - si capisce - è venuto da sè...
Ieri sera, dopo aver visto la nazionale beccarne tre da una bella (non formidabile, ma bella) Olanda, ho potuto apprezzare la consumata abilità di molti commentatori (di cui sopra - e sotto - sintetizzo l'elementar e alimentar pensiero): che se da una parte dovevano, come da copione, demolire il ct Donadoni (ma fin lì non ho molte obiezioni, la squadra messa in campo era penosa), dall'altra dovevano proteggere "i ragazzi" e l'amor omertoso di patria.
Non possiamo certo dire a chiare lettere che l'Italia (che mai, almeno che io ricordi, ne ha prese 3 in una fase finale di Europeo o Mondiale) è stata disastrosa...
..Comunque serve un alibi, quello che cantava Gaber, "un astuto alibi": e l'avremo, costi quel che costi!
...e allora via con l'arbitro, con "l'interpretazione autentica" (ehilà, ma qui si fa sul serio!) del regolamento. Però quale regolamento? E' un pò come il codice per noi avvocati...se nel 2008 guardi quello del 2002 è probabile che tu non sia sulla strada giusta...
Così, quando salta fuori che il gol di Van Nistelrooy è, in effetti, regolare (perchè se il contatto che mette fuori causa un giocatore avviene tra il medesimo e un compagno, l'infortunato a fondo campo tiene in gioco gli avversari), salta fuori anche un tipo che la butta sull'elemento soggettivo "però guardate Panucci a terra, non guarda nemmeno l'azione, non c'è intenzione": e chissenefrega se non c'entri assolutamente un *****!! ..da Carate Brianza a Gallipoli l'alibi tiene, anzi consolida quell'episodico sentimento di italiottismo a orologeria persecutoria...e allora è evidente che non c'è n'è per nessuno, che grazie a queste (immediatamente condivise: "sì, non c'è l'elemento soggettivo!!") "sottili" dissertazioni giuridiche il mito dell'Italia oppressa e diversa (e oppressa, s'intenda, in quanto diversa) sopravviverà a tutto e tutti.
Siamo una forza, noi. E poco importa se a tutto questo non sopravviverà l'Italia, nessuna torta riesce col buco.

Sì..è stato sicuramente un complotto ordito dai poteri forti ai danni di noi poveri italiani, gente genuina quanto scomoda. E forse è anche vero che abbiamo giocato un pò male, e che Di Natale in copertura su Sneiijder in occasione del secondo (fantastico) gol non è proprio il massimo, "ma se non ci fose stato quel gol sarebbe andata diversamente"
Eccoli qua, di nuovo...i "se" e i "ma" che ci uccideranno...ma se il Paese la pensa così, d'altronde, non possiamo impedirlo.
Le regole per noi soffrono sempre qualche eccezione, in campo sportivo e non (anche quelle scientifiche: vedi l'atomo): peccato che se in casa nostra facciamo "chez nous", fuori ci sia sempre l'UE, l'UEFA, e qualche altro soggetto terzo a romperci le uova nel paniere...

Chiudo divagando. O siamo blandi o siamo ferrei, noi italiani.
Sulle intercettazioni segnalo una frase del ferreo Di Pietro, che ho ascoltato al TG1 di ieri: "Se ai magistrati si tolgono le intercettazioni, è come togliere il bisturi al chirurgo".
Rifletto un secondo. Siccome il chirurgo " E' " il bisturi, allora forse dovremmo desumere che...
Il senso che voleva dare Di Pietro forse (forse) posso anche intuirlo, però...se le parole hanno un senso, rifletteteci anche voi.

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Concentrate to the things that could give information to the people.

Anonimo ha detto...

Nazionale penosa, condivido l'analisi ma Panucci era a metri 2 dalla linea di fondo...allora anche il mio amico Alfonso sugli spalti (che per fortuna raramente va allo stadio visto che non ha MAI visto i suoi beniamini vincere..) teneva in gioco tutti...

Il blocco totale delle intercettazioni sui reati di corruzione ci assimilerà finalmente ai regimi della costa occidentale africana e lo meritiamo...(ci chiameremo finalmente Italtogo).
La sorveglianza sulle fughe di notizie è fondamentale...

Cioci

cioci

Anonimo ha detto...

Bravo Gabri,
questa volta sono perfettamente d'accordo con te sull'indecenza del tipico vittimismo "autoassolutorio" all'italiana.

Peccato, però, per lo scivolone finale su Di Pietro.
Forse nella foga di buttare dentro il post un argomento che ti sta a cuore, non ti sei reso conto di assumere la stessa identica posizione di coloro che, giustamente, fino a quel punto criticavi.
Il buon Tonino è rimasto l'unico a difendere i giudici (leggi: arbitri) dall'assalto di chi vorrebbe far passare per "accanimento giudiziario" il normale svolgimento del loro lavoro, ossia perseguire i delinquenti (il che ricorda molto da vicino chi vuol suggerire che gli arbitri ci giochino contro per inconfessabili motivi, invece di ammettere che abbiamo semplicemente giocato male).

Ora, non è affatto vero che il chirurgo SIA il bisturi, ma è sicuramente vero che il bisturi è uno degli strumenti di lavoro dei quali non può fare a meno, se vuole lavorare al meglio.
Nello stesso senso, il magistrato può certamente usare (e usa) altri strumenti d'indagine oltre alle intercettazioni, ma è indubbio che senza queste ultime il suo lavoro sia molto, molto meno efficace.

Se proprio vogliamo proporre un parallelismo tra le due vicende, facciamolo confrontando l'atteggiamento da "tifo calcistico" nei confronti degli arbitri e quello che "la politica" assume, in modo sempre più "bipartisan", nei confronti della magistratura.
Hanno in comune le stesse parole d'ordine:
"chi emette un giudizio negativo nei miei confronti è certamente parziale, mi vuole male o agisce per conto di qualche potente nemico".
"le regole vanno applicate con il massimo rigore nei confronti degli altri, ma interpretate nel senso più favorevole quando riguardano NOI".

Accettare serenamente il giudizio di chi è preposto al controllo del rispetto delle regole, non è nel dna degli italiani.
Così come i tifosi si ritengono gli unici in grado di arbitrare davvero "imparzialmente" le partite della squadra del cuore, i nostri parlamentari sono convinti di essere i soli a poter giudicare le proprie malefatte: non gli elettori, ai quali si vuol negare il diritto di conoscere intrallazzi, magari non penalmente rilevanti, che però la dicono lunga sull'abuso "privato" del potere pubblico; e nemmeno i magistrati, ai quali si vuole addirittura togliere l'unico strumento utile a scoprire le oscene ragnatele di malaffare e collusione che infestano il sottobosco della Pubblica Amministrazione, vera causa primaria del declino generale della nazione.

E i giornalisti che s'incaponiscono sugli errori arbitrali, così come i presidenti del consiglio che additano i giudici come carnefici, non aiutano certo a migliorare le cose.

Gabriele Molinari ha detto...

No, no, caro luca.
Il mio atteggiamento è ben diverso da quello che mi contesti. Io sono per le regole, ovunque e comunque. Non prescindo da esse, ma anzi dico che servono in ogni caso: ergo anche sulle intercettazioni: che non possono ritenersi strumento necessario, ma eventuale, costituendo esse una palese (per quanto in determinati, e - sottolineo - limitati, casi inevitabile) violazione della privacy. Non mi piace cioè l'idea di intercettare tutto e tutti; credo altresì nella necessità di ampliare lo spettro delle fattispecie rispetto al minuscolo ambito cui le ha limitate (in astratta ipotesi) il Governo. Ma non sarò mai per uno stato di polizia, e ritengo fin da ora che per ogni fuga di notizie serva nientepopodimeno che la galera. Io non dimentico che per lo sputtanamento a mezzo stampa molta gente è morta, sucida o di crepacuore. Poi, poi...sarebbe stata assolta. Ora, invitavo solo a riflettere sulla frase di Di Pietro, che ho pure - in una qualche misura - voluto giustificare. Ma resta sinistra, e per niente di sinistra. Come l'atteggiamento finto gauchista di molti, tra cui tu medesimo. Mi permetto di dirtelo visto il rapporto affettuoso, tra di noi...e visto che tu mi contesti cose che sai benissimo essere false. Un abbraccio.
a Cioci: Ciocione, se fino ad oggi pensavo di dover esonerare (non io, purtroppo , è impersonale) Donadoni, ora so che dobbiamo esonerare Alfonso. Però guarda che sul fuorigioco è proprio come ti dico...Sarà stupido, ma è regolamento.

Anonimo ha detto...

Caro Gabri,
come ho già avuto modo di dirti, nulla osta, dal mio punto di vista, all'introduzione di limiti alla pubblicazione delle trascrizioni.
Ma se per "privacy" intendi la possibilità di tenere nascoste le proprie conversazioni alle forze dell'ordine, non posso essere d'accordo con te.
A meno che tu non riesca a spiegarmi, in modo convincente, quale sarebbe quel diritto privato da considerarsi prevalente rispetto all'interesse pubblico di perseguire efficacemente il crimine.

P.S. I "suicidi" causa sputtanamento possono ringraziare i giornalisti, la propria scarsa "autostima" ed una malsana "assuefazione" al prestigio sociale, altri responsabili non ce ne sono..

Anonimo ha detto...

Gabri

lo so, è stupido regolamento, vero (comunque non mi sembra che i nazioisterici, vedi camoranesi su tutti, si siano appellati all'arbitraggio nel dopo partita).

Il mitico Alf è stato allo stadio 6 volte negl'ultimi 20 anni ed ha collezionato 5 eliminazioni della juve e ieri sera...vedi tu...

Intercettazioni:
lo sai che la penso diversamente da te (io sono per lo stato di polizia specie negli stati in cui il 99% dei cittadini sono dei criminali, vedi la standig ovation degli IMPRENDITORI,a s. Margherita, all'annuncio del BerlusconE sulla legge- intercettazioni ...!!!),
ci tengo a segnalarti in ogni caso che i colleghi assassini(perchè non saprei come definirli altrimenti) della S rita di Milano non sarebbero stati beccati ...e lo sai che danno hanno fatto alla mia categoria...

Cioci

Gabriele Molinari ha detto...

a cioci: ...ma infatti andavano benissimo, in quel caso. solo non credo che sulla base dell'emozionalità si debbano legittimare intercettazioni su ogni cosa. E poi, quando non c'erano intercettazioni la magistratura forse non poteva indagare? Voglio dire, le intercettazioni sono un'opzione - per usare un termine a te "caro", in quanto chirurgo - invasiva. Se si possono evitare, meglio.
a Luca: ...meglio perchè, sì, io credo che il diritto dell'individuo alla propria privacy, che tu chiami privato dimenticando che è costituzionalmente protetto (come la libertà personale: diritto privato anche quello, e quindi per te sicuramente sacrificabile: finchè è la libertà degli altri, intendiamoci) e come tale garantito salvo particolari eccezioni. Ecco, eccezioni. E, particolari.
a cioci: gli imprenditori non sono tutti malfattori. come non lo sono tutti i medici. o non sei d'accordo?
a luca: semplice parlare di chi non si conosce, di autostima e assuefazione degli altri. semplice, anzi semplicistico, e - permettimi - crudele. ma io non credo nella crudeltà. mi scuserai dall'alto del tuo sicuro cinismo.

Anonimo ha detto...

Il limite alla "privacy" che il cittadino deve sopportare di fronte ad un'attività investigativa è veramente minimo, e non ha nulla a che vedere con la giusta tutela della riservatezza nei confronti di tutti quei soggetti privati che potrebbero cercare di "sfruttare" in modo interessato i dati personali.

Quello di non essere "ascoltati" dal brigadiere Capuozzo, il quale abbia l'obbligo di non diffondere il contenuto delle intercettazioni, ed eventualmente distruggerle dopo che il magistrato le abbia ritenute non rilevanti, non rappresenta, a mio parere, un diritto degno di prevalere sull'interesse collettivo di assicurare l'efficace perseguimento dei reati.

Ti chiedi come si facesse ad indagare quando non esisteva ancora questo strumento?
Mio caro, il fatto che si eseguissero interventi chirurgici anche nell'antico Egitto, secondo te può autorizzare un improvvisato alfiere del risparmio a pretendere che anche oggi si usino gli stessi metodi e strumenti (certamente meno dispendiosi)?

E poi non dimentichiamo che questi "costi" sono dovuti, in massima parte, ad accordi stipulati 10 anni fa con i gestori telefonici, accordi che obbligano lo Stato al pagamento di tariffe abnormi.
Si intervenga su questo punto, se l'obiettivo è davvero quello di contenere i costi.

Anonimo ha detto...

gabri, un'esplosione di gioia indegna, triste, avvilente per un paese che fu civile. Questo ha causato tra i giovani imprenditori l'annuncio del blocco intercettazioni . Prese di distanza zero! Come mai?? Ed io giungo alle mie piccole conclusioni...cioci

Anonimo ha detto...

Mah.A me sembra che tra l'arbitro e Donadoni,la gente si stia divertendo di più ad attaccare il secondo.
Donadoni cretino e Lippi eroe.
Il fatto che il modulo di Donadoni sia sostanzialmente lo stesso di Lippi nel 2006 non li sfiora manco di striscio.

P.S.
Una frase che vorrei sentire dall'opposizione.
"Un governo che ha insistito in maniera ossessionante sulla sicurezza,salvo poi impedire uno strumento fondamentale per la repressione dei reati,non ha il minimo straccio di credibilità".
Semplice semplice,no?

Anonimo ha detto...

Una frase che vorrei sentire dall'opposizione.
"Un governo che ha insistito in maniera ossessionante sulla sicurezza,salvo poi impedire uno strumento fondamentale per la repressione dei reati,non ha il minimo straccio di credibilità".
Semplice semplice,no?


Caro d.n

non solo, ma come ho già detto hanno affidato anche la redazione del pacchetto sicurezza a Ghedini !!!
Si, l'avvocato del Capobanda!!!

Quello che non mi fa per nulla sentire in sintonia con i miei connazionali è proprio questo: come riesce un paese a non indignarsi quando il governo, saldamente in mano ad uno graziato dalle sue proprie leggi, persegue il borseggiatore e lascia a piede sempre più libero i pezzi grossi ??????????
Come giustifichiamo ciò se non con la mitika frase del Marchese del Grillo "è che io sò io e voi nun siete un..." ???

Non la chiamerei saccenza di sinistra ma piuttosto stupore di fronte al declino etico di chi ti circonda....

Cioci

Anonimo ha detto...

E’ così difficile chiamare le cose col loro nome? Se il dialogo con l’opposizione non s’interrompe nemmeno stavolta, è l’ennesima replica di un copione collaudato da 15 anni. Funziona così. Lui ha un problema: uno o più processi da bloccare. Comincia a strillare che non siamo più una democrazia, che dai sondaggi risulta che il 102% degli italiani sta con lui, insomma il problema non è suo ma nostro. E chi non è d’accordo è comunista. Il centrosinistra prova a balbettare che i problemi veri sono altri: morti sul lavoro, salari, monnezza, crimini dei colletti e dei camici bianchi. Ma lui spara a zero a reti unificate, minaccia di scassare tutto, invoca la piazza, mentre le sue tv e i suoi giornali sparano balle e cifre false: in Italia si processa solo Berlusconi, in tutto il mondo non si processerebbe mai Berlusconi, processare Berlusconi ci costa mille miliardi al minuto. Giornali “indipendenti” e politici “riformisti”, per sembrare indipendenti e riformisti, sostengono che lui magari esagera un po’, “ma il problema esiste”. E poi non si può mica compromettere il “dialogo sulle riforme” (c’è sempre un “dialogo sulle riforme”, chissà poi quali) col “muro contro muro”.

Dal Colle, dal Vaticano e dal Csm piovono fervorini contro l’ennesima “guerra tra politica e magistratura” (che ovviamente non esiste, ma i processi a Berlusconi per reati comuni vengono sempre chiamati così) e moniti per una “soluzione condivisa tra governo e opposizione” che contemperi le sacrosante esigenze del premier con la Privacy, l’Indipendenza della Magistratura, la Libertà di Stampa. Il Riformatorio esce con una dozzina di editoriali dal titolo “Moral suasion”, che nessuno legge e nessuno capisce, ma fanno fine e non impegnano. A questo punto salta su un pontiere di centrosinistra per avviare un bel negoziato bipartisan con Gianni Letta, che è berlusconiano ma è tanto buono, e poi - come diceva Saviane - somiglia tanto a sua sorella.

Una volta è Boato, un’altra Maccanico, stavolta c’è l’imbarazzo della scelta. Berlusconi strepita: “Non tratto coi comunisti assassini lordi di sangue, voglio l’impiccagione dei giudici e il loro scioglimento nell’acido”. Però Letta comunica allo sherpa che lui esagera, ma si accontenta di molto meno: abrogare i suoi processi, una cosina da niente, povera creatura indifesa. Lo sherpa ulivista annuncia giulivo: “Abbiamo vinto, i giudici non saranno impiccati né sciolti nell’acido. Se si consegnano con le mani alzate a Villa Certosa, avranno salva la vita”. E partorisce una “bozza” (o “lodo”) che abolisce i processi a Berlusconi. “Tutto è bene quel che finisce bene”, titola Pigi Battista sul Corriere, mentre Ostellino, Panebianco e Galli della Loggia criticano l’eccessiva cedevolezza del Pdl al partito giustizialista. Il Cavaliere incassa complimenti trasversali per la moderazione dimostrata. I giudici dichiarano il non doversi procedere per intervenuta abrogazione dei processi. Lui dirama un video-monologo a reti unificate: “La mia ennesima assoluzione dimostra che ero innocente anche stavolta, ma le toghe rosse complottavano contro di me senza prove. Voglio le scuse e la medaglia d’oro”. Dall’altra sponda, autoapplausi compiaciuti: “Abbiamo fato bene a dialogare: il problema esisteva”.

Gabriele Molinari ha detto...

Luca: è un commento da filibustiere. Ma da filibustiere che sa scrivere. Complimenti.

Anonimo ha detto...

Grazie per il complimento, Gabri, ma non lo merito.
Il "filibustiere" in questione è M. Travaglio.
(mi ero dimenticato di citarlo... sorry).

Gabriele Molinari ha detto...

Come volevasi dimostrare.