Cerca nel blog

mercoledì 18 giugno 2008

Spiego.

Un post per spiegarmi meglio (spero).
Io non voglio assolutamente legittimare l'illegittimabile, ma riflettere - insieme a tutti voi - sui costi di una legislatura di rottura.
...Quando si è detto - fu Veltroni il primo - che non si poteva "non riformare" il Paese.
E' evidente come il problema non sia di facile soluzione, ma diversamente non sarebbe il problema che è.
Una volta di più invito quindi chi vuol (pure con ogni ragione) "rompere" ...a suggerire, anche: i prezzi, i salari, la crescita, LA LEGGE ELETTORALE...su queste cose come intendiamo muoverci?
Si sappia che aspettare 5 anni non si può, quindi regoliamoci.

Quanto all'opinione che può aversi su quel che è ...alla nostra attenzione, non serve scomodare Marcuse; possiamo affidarci a una citazione meno dotta, ma egualmente profetica:

« Non serve più fare la guerra allo Stato. Basta usare le leggi che ci sono e costringere il potere centrale a farne delle nuove su misura per noi e per i nostri interessi. Non più meschine velleità di separatismi intrisi di bassa politica e di modesto affarismo, ma reale autonomia da ogni potere»
Tano Cariddi, La piovra 10

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Il fatto che ci sia un'inconciliabilità sul modo di vedere la società,significa che c'è un'inconciliabilità anche sui concreti provvedimenti da prendere.

Quello che mi chiedo è:il Partito Democratico può accettare misure dannose per i lavoratori(cioè per noi)come la detassazione degli straordinari,o come i tagli ai Comuni(già arrivati)e ai servizi pubblici(che arriveranno)?
Può accettare la militarizzazione del Paese e la continua ingerenza dell'esecutivo nel potere giudiziario?
Il PD può accettare tutto questo?
Sì.
Ma a quel punto perché dovremmo votarlo?

L'altra cosa che mi chiedo è questa.Detto che già un provvedimento come quello della sospensione dei processi lo rende il peggiore della storia repubblicana,il governo Berlusconi sarebbe disposto a fare le riforme che noi ci aspettiamo?
Sarebbe disposto a rilanciare la scuola pubblica come ente che fornisce cultura e non come ente che "prepara al lavoro"?
Sarebbe disposto ad abbassare le tasse(specie quelle indirette)recuperando i soldi da una dura lotta all'evasione e al taglio della spesa improduttiva,e non dal taglio della spesa sociale?
Sarebbe disposto all'eliminazione delle tante trappole burocratiche che impediscono il funzionamento dei servizi sociali,dalla sanità alla prevenzione degli incidenti sul lavoro,ma anche e soprattutto della giustizia e dei corpi preposti alla sicurezza?
Sarebbe disposto a prevedere ammortizzatori sociali per i precari,e a fare sì che il lavoro precario costi all'imprenditore più di quello a tempo indeterminato?
Sarebbe disposto ad applicare veramente leggi come la 180,invece di levarla di mezzo?
Sarebbe disposto a una legge elettorale senza premi di maggioranza e sbarramenti,che preveda preferenze(o meglio ancora collegi uninominali)per la scelta dei candidati,che sia un buon compromesso(com'era la proposta Vassallo)?
A vedere i precedenti governi a guida Berlusconi,è probabile di no.
E allora di che "dialogo" bisognerebbe parlare?

Anonimo ha detto...

In sintesi.
Cosa ci perdiamo dalla rinuncia al dialogo?Nulla,perché il Governo non accetterà le proposte del PD e perché il PD non può accettare le proposte del Governo.
(Magari ci sarà qualche eccezione, ma per il momento non ne ho vista una).

Cosa ci guadagniamo dalla rinuncia al dialogo?Che magari,con un'opposizione chiara,il PD ci guadagna qualche voto.E magari il dominio del PDL potrebbe non essere così eterno.

Anonimo ha detto...

Scusate se vado fuori argomento ma, comunque considerati tutti gli errori di Walter....c'è una cosa che mi mina i neurini da tempo...mi potete aiutare?

qualcuno ha capito mica...:

COSA VUOLE PARISI ???
Qaul'è la sua idea di sinistra?
Cosa ne pensa del decreto sicurezza per esempio ??

MI SEMBRA un W. Bordon N° 2 e la cosa mi schifa un po'...

cioci

Unknown ha detto...

Caro Gabriele,
i tuoi inviti mi piacciono e forse mi dimostrano che a lottare per un'Italia migliore non sono solo... purtroppo tu sei uno in mezzo al 46% degli italiani che vedono nell'immunità la necessità ed urgenza, mentre l'inflazione è alle stelle... L'inerzia italiana dinanzi alla crisi economica mi mette paura e mi fa veramente pensare che forse è il tempo di levare le tende e di rimanere qui dove sono... certamente non il miglior paese del mondo, ma dove le persone cooperano al benessere comune, dove la società c'è. Cosa è recuperabile? Bisognerebbe rivoluzionare tutto, cambiare la mentalità del "ti frego io perché prima o poi mi fregherai tu", cambiare l'idea del "se non la dai non vai avanti", crescere a livello di civiltà. Ma la democrazia ha già deciso sul punto.

Gabriele Molinari ha detto...

A andrè, stai nel paese der giudice cor parruccotto...!Daje co st'esterofilia...Sono d'accordo, siamo messi male, ma le fughe non servono...e poi non dobbiamo sempre per forza soffrire della sindrome da Economist. PS. hai visto le proposte di Brown (non so se siano diventate legge) sul prolungamento del fermo? Baci