Cerca nel blog

domenica 7 luglio 2013

Altri 25 minuti (e le parole come cuscini). Un filo da Gilmour a Waters, a Hillman.

All'imbrunire del 2 luglio di otto anni fa, dopo venticinque anni, compaiono in quattro sul palco di Hyde Park, a Londra, e ricominciano a suonare.
Suonano per 25 minuti, tra la commozione di tutti quelli che non avrebbero mai creduto di poterli rivedere insieme.
Ogni cosa è veloce, ma ogni cosa è grande, mentre il cielo di colpo si fa più scuro e le canzoni passano. 
Se ne contano quattro. Quella del video, Comfortably numb, è l'ultima.
Sono 25 minuti che volano, finiscono, e finendo provano la fine una storia che era già conclusa. 
Lasciano all'immaginazione il potere di non crederci, ed inseguirli altrove. E ritrovarli ancora, oltre la fine. 
E in essi le parole per descriverli: le parole come cuscini.



Ma trovare le parole è magnifico (Le parole come cuscini)

«E' molto importante ciò che semplicemente il giorno ci dà, ogni singola cosa che si realizza durante il giorno. La persona, l'osservazione che ha fatto, l'odore dell'aria in quel momento. E queste cose hanno bisogno di accettazione, di ricognizione, di riconoscimento. Adesso non ho ancora la parola giusta. Ma trovare le parole è magnifico. Trovare la parola giusta è così importante. Le parole sono come cuscini: quando sono disposte nel modo giusto alleviano il dolore.
(James Hillman, Sto morendo ma non potrei essere più impegnato a vivere, 2011, l'ultima intervista - vedi integrale)

Nessun commento: