Cerca nel blog

martedì 23 luglio 2013

Gardini, 23 luglio 1993.

Nella vita come in tram, quando ti siedi è il capolinea.
Camillo Sbarbaro

 
Le vite scomposte, fiere ed inquiete; che corrono, inciampano, si rialzano; che vincono, perdono, se la rigiocano; che si esaltano e si annichiliscono, appena prima della rivincita. Che meraviglia.
Ma non c'è mai una velocità abbastanza sicura, non c'è mai una fierezza sufficiente, non c'è mai inquietudine che non possa sovrastare il più forte controllo di sè.
Raul Gardini ha vissuto al limite, tra mitologia adolescenziale, ascesa sociale, scalate finanziarie, traguardi imprenditoriali, epopea sportiva. Ha fatto errori, ha fatto cose giuste. E ha fatto tutto da Uomo.
In un anno abbondante il me ragazzo se lo ricorda a poppa del Moro di Venezia, sul trono dell'armatore, ed ombra di se stesso, nei giorni che precedettero un arresto che non ci fui mai.
Perchè la mattina del 23 luglio 1993 Gardini si sedette sul letto, appena sveglio.
Il resto, comunque la si voglia credere, è storia.
***
***
[per chi volesse leggere, sull'argomento: Un suicidio impefetto, di Fabrizio Spagna,  Castelvecchi Editore]

Nessun commento: