Camillo Sbarbaro
Le vite scomposte, fiere ed inquiete; che corrono,
inciampano, si rialzano; che vincono, perdono, se la rigiocano; che si esaltano e si
annichiliscono, appena prima della rivincita. Che meraviglia.
Ma non c'è
mai una velocità abbastanza sicura, non c'è mai una fierezza
sufficiente, non c'è mai inquietudine che non possa sovrastare il più
forte controllo di sè.
Raul Gardini ha vissuto al limite, tra
mitologia adolescenziale, ascesa sociale, scalate finanziarie, traguardi
imprenditoriali, epopea sportiva. Ha fatto errori, ha fatto cose giuste. E ha fatto tutto da Uomo.
In un anno abbondante il me
ragazzo se lo ricorda a poppa del Moro di Venezia, sul trono
dell'armatore, ed ombra di se stesso, nei giorni che precedettero un
arresto che non ci fui mai.
Perchè la mattina del 23 luglio 1993 Gardini si sedette sul letto, appena sveglio.
Il resto, comunque la si voglia credere, è storia.
***
***
***
***
[per chi volesse leggere, sull'argomento: Un suicidio impefetto, di Fabrizio Spagna, Castelvecchi Editore]

Nessun commento:
Posta un commento