Sollecitato ad un commento sui casi Sapienza e Mastella ho ritenuto di ponderarli. Specialmente il secondo, perchè (tuttora) di lettura meno immediata. Mi limiterò ad un commento breve. Spero chiaro.
Ritengo sconcertante che sia impedito a chiunque di esprimere il proprio pensiero. Ratzinger sta in questo "chiunque" non meno - credo (e spero) - del Presidente dell'Iran, che ha recentemente parlato al Congresso Usa.
Se cinquanta ventenni possono essere scusati per le sciocchezze che fanno (penose emulazioni di un tempo che fu, che scimmiottano ma che - fortuna loro - non hanno conosciuto), i loro professori sono patetici non meno che irresponsabili.
Tengo a precisare che l'Università con cui collaboro, che di nome fa "Cattolica" ospita frequentemente personaggi di provata laicità e da sempre garantisce la massima libertà di espressione ad ogni collettivo studentesco interno. Da sempre, al punto che il '68 (di cui si rivorrebbe creare la forma, benchè ne manchino sostanza e - soprattutto - condizioni) nacque in Cattolica.
Detto questo vengo al caso Mastella, per il quale pure provo sconcerto.
Qui a sconcertarmi è il fatto che SE (e, come Mina, sottolineo SE) quello che si contesta alla famiglia Mastella è quello che emerge dalle intercettazioni (prontamente pubblicate: stupisce più qualcuno?) vengano addirittura ipotizzati i reati in questione.
Magari non ho letto tutto, per carità...magari mi è sfuggito qualcosa (ma deve essere qualcosa di grosso...): altrimenti proprio non so che pensare. E' stupefacente, per usare un eufemismo.
Mi sembra pure stupefacente, torno al primo punto e chiudo, che per dirsi laici oggi si debba essere per forza anticlericali.
Sono assurdi aut - aut di posizionamento.
O stai con Odifreddi o stai con Ferrara. O sei un ultrà laico o sei un ateo devoto. Comunista o cristianista. Intelligente o stronzo. E così via.
No, mi spiace: per me laicità è confronto. Quello che cerco, che accetto, che difendo, nell'inesausto bisogno dell'essere "sociali".
Per questo io mi sento DAVVERO laico.
E cerco sempre di andare al di là del pregiudizio. Di non cadere nella trappola del "superficialismo". Anche quando provo a spiegare, poco fa - al telefono proprio con un eminente laico vercellese, che una valutazione morale - giusta o sbagliata che sia - non è sufficiente a fondare un'accusa penale. Anche se chi è oggetto di quella valutazione non ci piace. Persino se quella valutazione può apparire fondata.
Cose diverse non vanno confuse tra loro.
Un mangiapreti non è un laico. Un baciapile non è un cattolico. Un cattivo amministratore non è un ladro.
La confusione è facile, talora è anche utile, in alcuni casi persino suggestiva.
Ma in Italia si sta confondendo troppo. E quando un intero Paese è confuso esso diventa un posto pericoloso.
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giovedì 17 gennaio 2008
martedì 15 gennaio 2008
"Fermate quest'uomo!".
Eh sì, bisogna fermarlo quest'uomo...pericoloso individuo che vuole buttare a carte quarantotto le regole e gli equilibri sportivi. Ma ci pensate...? E' nato senza talloni, e a undici mesi gli hanno tagliato anche il resto delle gambe fino a sotto il ginocchio. Anzichè rassegnarsi a un destino atroce ha fatto davvero quello che agli handicappati (si chiamano così ovunque meno che da noi...e in questo termine non c'è nulla di offensivo se non la paura di usarlo, quindi lo uso) si chiede di fare: ha lottato per la propria "inclusione". Si è alzato, ha camminato, ha creduto in una vita "come gli altri". E magari, perchè no, senza porsi limiti. Così, quando a vent'anni ha anche cominciato a correre ha addirittura scoperto di poter essere veloce.E che sia veloce, incredibilmente per la sua storia, meravigliosamente per la sua storia, ma anche in assoluto, è indiscutibile. Pistorius è un atleta, un atleta vero. Al punto che, pur nelle sua condizioni, ha cominciato a battere gente con gambe e piedi al posto giusto.
Quando ciò è avvenuto, tuttavia, all'handicappato Pistorius che doveva credere alla vita, senza rassegnarsi, è stato contestato che i risultati ottenuti fossero dovuti alle protesi che usa: tecnologicamente avanzate, troppo, tali da restituirgli - in energia, in corsa - il 30% in più di un individuo normale. Insomma...del tutto dimenticando la situazione da cui muove la storia sportiva (e non solo) di questo ragazzo, si è cominciato a concentrare l'attenzione sui due pezzi di metallo su cui il medesimo regge il proprio corpo e il proprio destino. Gli svantaggi dell'essere un uomo senza gambe sono all'improvviso scomparsi, restando da analizzare solo quelli - anche veri che fossero o siano - delle gambe artificali...Pochi paiono essersi chiesto: quanti altri al mondo ci sono nelle condizioni di Pistorius? Non sarà che è davvero un atleta "straordinario" nel vero ed autentico senso del termine? Anche tralasciando il suo sogno (e l'esempio per milioni come lui), non sarà che Pistorius merita di essere considerato per le sue naturali qualità atletiche?
No, niente da fare. Troppi vantaggi in quelle (mezze) gambe posticce, ha concluso la Iaaf: che tanto se ne dispiace, ma alla fine ha deciso...Pistorius non potrà andare alle Olimpiadi di Pechino. Dove i tempi (che fa) lo avrebbero legittimato ad essere: handicappato tra i normali, anzichè alle Paralimpiadi dove vinse quattro anni fa, ad Atene. Perchè questa decisione? Correndo contro atleti normodotati, ha spiegato la Federazione internazionale, egli - con le sue protesi "super" - altererebbe un criterio di "parità". Ciò sarebbe, appunto, ingiusto: e lo sport e le sue istituzioni (lo sappiamo bene, e lo sa bene anche Marion Jones...scoperta dopata solo grazie alla giustizia ordinaria) non possono avallare le ingiustizie.
Che volete dire all'individuo che guarda la punta del dito mentre quel dito indica la luna (o, in questo caso, un esempio planetario)? Che volete dire a una saggia società che tutto edulcora parlando di "disabili" o "diversamente abili" per non dire "handicappati", e che invoca un'"inclusione", formale, per non combattere la sostanzialità delle esclusioni...e che però, quando ha la possibilità di includere davvero un handicappato, cancellando in un colpo solo una storia di dolorose e siderali distanze tra sogno e realtà...ribalta le cose e dice al giovane più o meno questo: non giudicarmi ipocrita, ma tu sei - purtroppo e paradossalmente - un avvantaggiato. Accettalo. E stai fuori: per il bene dello sport.
A Pistorius, che per l'idea che ho io dello sport e della vita "è" il bene dello sport, è il bene della vita, ed "è lo sport" ed "è la vita", nelle loro accezioni più nobili, a questa persona eccezionale, la mia più forte solidarietà.
Questo - mi pare - è sempre di più un mondo di folli. Ma Erasmo c'entra davvero poco.
sabato 12 gennaio 2008
Un altro tipo di rifiuto.
C'è un altro tipo di rifiuto, in Italia, che mi indigna anche più di quelli ignobilmente accatastati lungo le strade di una città e di una Regione intera. E' il rifiuto di prendere coscienza di quanto misero sia il senso dello Stato, in questo Paese, e - conseguentemente - ribellarvisi. Tra tanti scandali e scandaletti, c'è un caso , in particolare, che merita le più forti sottolineature.
Quello delle trasfusioni infette.
Siccome il post è lungo, vi rimando all'interno di COMMENTI, segnatamente al primo; troverete :
- Breve storia dell'evoluzione leg.va in tema
- Breve storia dei processi civili e penali
- Le ultime novità dalla Giurisprudenza della S.C.
Ritengo opportuno segnalarvi queste notizie, gli iter processuali e, nondimeno, questa intervista al Presidente del Politrasfusi italiani ed europei Angelo Magrini.
Quello delle trasfusioni infette.
Siccome il post è lungo, vi rimando all'interno di COMMENTI, segnatamente al primo; troverete :
- Breve storia dell'evoluzione leg.va in tema
- Breve storia dei processi civili e penali
- Le ultime novità dalla Giurisprudenza della S.C.
Ritengo opportuno segnalarvi queste notizie, gli iter processuali e, nondimeno, questa intervista al Presidente del Politrasfusi italiani ed europei Angelo Magrini.
mercoledì 9 gennaio 2008
Old Hampshire.
Nel New Hampshire vince Hillary e la politica "Old". Il golden boy Obama vede interrompersi il "momentum" e perde di poco. Comunque una cosa è inequivocabile, allo stato dei fatti. Il 75% dei Democratici del N.H. ha votato per un candidato ipotizzabile perdente nelle elezioni di Novembre. E' l'eterna debolezza della sinistra, americana o mondiale che sia. Non si riesce ad esprimere un candidato di Governo "popolare" (cioè "popolare" PER TUTTO il Paese). In Italia dobbiamo ringraziare che c'è Berlusconi. Così vinciamo a prescindere da candidati e contenuti. In Spagna Zapatero deve ringraziare le omissioni di Aznar (ma oggi Zapatero può ringraziare se stesso perchè popolare lo è diventato). E' un amaro dato di fatto: ovunque (o quasi ovunque) la sinistra esprime candidati "lontani" dal cuore della gente. Spero che negli Usa Edwards "il normale" possa ancora giocare un ruolo nella partita. Altrimenti, perso per perso, auspico con tutte le forze una nomination per Obama. Che non sarà un uomo per tutta l'America. Ma non è nemmeno una donna per tutte le stagioni (...e per tutti i salotti).
lunedì 7 gennaio 2008
Io parlo. Se tu accendi il microfono.
Ieri Ratzinger, durante l'omelia dell'Epifania, ha lanciato dure accuse alla mondializzazione non governata e all'egoismo sociale che la permea. Ha ricordato i "conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime" che "rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale". Ha proseguito chiedendo una "equa distribuzione delle ricchezze" e uno «"sviluppo giusto e sostenibile". Trascurando il fatto che l'aggettivo "sostenibile" è una delle espressioni a me più indigeste, credo che questo discorso sia davvero da sottoscrivere al 100%. Ed è significativo, penso, che un Papa sia così netto, chiaro contro le ingiustizie del capitalismo sfrenato. Mi sono chiesto: che ne penseranno, di questo "affondo", gli amici progressisti e (cosiddetti) laicisti che tanto temono le intrusioni della Chiesa nella vita politica? Poi ho guardato bene in che posizione stesse la notizia su Repubblica.it. Era pensateunpò nona, preceduta, all'ottavo posto da quella sul Fotopresidente transalpino e la sua ragazza italiana presto sposi. E' chiaro - ho pensato - non l'avrà letta nessuno...
Mi sono chiesto anche un'altra cosa, nel mentre: se avesse parlato di aborto anzichè di mondializzazione ed egoismo economico, avrebbe avuto lo stesso spazio?
La risposta, puntuale come un orologio svizzero (anzi tedesco), poche ore dopo: ha davvero parlato di aborto: era la prima notizia assoluta.
Ora, e vengo al dunque, la domanda per tutti coloro che liberamente non concordano con le posizioni della Chiesa è questa: è Ratzinger che fa la notizia? o è la stampa?
E ancora: se la stampa amplificasse la parte "socioeconomica" del pensiero del Papa anzichè quella "etica" ci sarebbero le stesse polemiche sul ruolo del Vaticano nell'agone politico? E ancora: secondo voi fa vendere più copie un titolo "Papa contro l'aborto" o "Papa contro le multinazionali"?
A ciascuno la propria libera risposta. Ma che sia sincera, mi raccomando.
PS. "Moderazione e uno stile di vita sobrio non sono solo regola ascetica ma via di salvezza per l'umanità... la sobrietà va collegata con la speranza: se manca la speranza, si cerca la felicità nell'ebbrezza, nel superfluo, negli eccessi, e si rovina se stessi e il mondo. [Esiste] il rischio che l'umanità perda la partita nella costruzione di un nuovo ordine mondiale politico ed economico e di un nuovo umanesimo (...) La globalizzazione deve assolutamente essere attenta ai paesi più poveri e alle persone più povere dei paesi ricchi. E in questo anche l'Europa ha qualcosa da dire, grazie al suo modello di vita che tenta di conciliare efficacia economica con giustizia sociale e fatto di pluralità politica e tolleranza, liberalità e apertura". Tutte cose che ha detto Ratzinger ieri, sintetizzate in queste poche righe. E' difficile non essere d'accordo. O no?
Mi sono chiesto anche un'altra cosa, nel mentre: se avesse parlato di aborto anzichè di mondializzazione ed egoismo economico, avrebbe avuto lo stesso spazio?
La risposta, puntuale come un orologio svizzero (anzi tedesco), poche ore dopo: ha davvero parlato di aborto: era la prima notizia assoluta.
Ora, e vengo al dunque, la domanda per tutti coloro che liberamente non concordano con le posizioni della Chiesa è questa: è Ratzinger che fa la notizia? o è la stampa?
E ancora: se la stampa amplificasse la parte "socioeconomica" del pensiero del Papa anzichè quella "etica" ci sarebbero le stesse polemiche sul ruolo del Vaticano nell'agone politico? E ancora: secondo voi fa vendere più copie un titolo "Papa contro l'aborto" o "Papa contro le multinazionali"?
A ciascuno la propria libera risposta. Ma che sia sincera, mi raccomando.
PS. "Moderazione e uno stile di vita sobrio non sono solo regola ascetica ma via di salvezza per l'umanità... la sobrietà va collegata con la speranza: se manca la speranza, si cerca la felicità nell'ebbrezza, nel superfluo, negli eccessi, e si rovina se stessi e il mondo. [Esiste] il rischio che l'umanità perda la partita nella costruzione di un nuovo ordine mondiale politico ed economico e di un nuovo umanesimo (...) La globalizzazione deve assolutamente essere attenta ai paesi più poveri e alle persone più povere dei paesi ricchi. E in questo anche l'Europa ha qualcosa da dire, grazie al suo modello di vita che tenta di conciliare efficacia economica con giustizia sociale e fatto di pluralità politica e tolleranza, liberalità e apertura". Tutte cose che ha detto Ratzinger ieri, sintetizzate in queste poche righe. E' difficile non essere d'accordo. O no?
venerdì 4 gennaio 2008
I(ahi)owa.
Mrs. Clinton ha perso il primo round. Non la presunzione di ritenere che questo conti poco o nulla. Ho una particolare idiosincrasia verso le lobbycrazie "totalitarie" di cui le famiglie Bush e Clinton sono tanto espressione quanto garanzia di perpetuazione; la signora, poi, aggiunge al tutto un personale cinismo, di cui Michael Moore dà buona (e inquietante) testimonianza in "Sicko". C'è da segnalare - nel risultato delle primarie dell'Iowa - la netta affermazione di Obama e la benaugurante "tenuta" dell'unico, vero "eleggibile" democratico, cioè John Edwards
.
In casa repubblicana fa riflettere l'ascesa dei cosiddetti "predicatori" (in particolare Huckabee) e il parziale ridimensionamento di Giuliani: politico che apprezzo molto, e che apprendo essere uno dei pochi candidati non "antidarwinisti" del Gop.
Se è vero che Giuliani punta tutto sui grandi stati, è altresì vero che sarebbe bene guardarsi da ogni tipo di sottovalutazione.
Questo (forse) comincia a capirlo anche Mrs. Clinton.
E spero che tra tre giorni, nel secondo round del New Hampshire, le possa essere del tutto evidente.
ps. non trascuro gli interessanti aspetti delle modalità del voto, per quanto riguarda i Democratici. Li commenterò a breve, per intanto rimando a questo articolo di Repubblica.
In basso, nella parte sulle Presidenziali Usa, un link all'intervista che Giuliani ha rilasciato a L.King per spiegare la debacle.
.In casa repubblicana fa riflettere l'ascesa dei cosiddetti "predicatori" (in particolare Huckabee) e il parziale ridimensionamento di Giuliani: politico che apprezzo molto, e che apprendo essere uno dei pochi candidati non "antidarwinisti" del Gop.
Se è vero che Giuliani punta tutto sui grandi stati, è altresì vero che sarebbe bene guardarsi da ogni tipo di sottovalutazione.
Questo (forse) comincia a capirlo anche Mrs. Clinton.
E spero che tra tre giorni, nel secondo round del New Hampshire, le possa essere del tutto evidente.
ps. non trascuro gli interessanti aspetti delle modalità del voto, per quanto riguarda i Democratici. Li commenterò a breve, per intanto rimando a questo articolo di Repubblica.
In basso, nella parte sulle Presidenziali Usa, un link all'intervista che Giuliani ha rilasciato a L.King per spiegare la debacle.
martedì 1 gennaio 2008
Streets of Rawalpindi.

Parlo ancora del Pakistan. In realtà mostro un particolare di questa straordinaria foto del Premio Pulitzer John Moore; che rischia di diventare un simbolo, drammatico, di una nuova stagione di conflitto. Non solo asiatico.
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