Nell’Agenda Monti l'Europa è
vista come opportunità, ma anche come rigoroso (e necessario) impegno per la nostra Comunità.
Per Scelta Civica la prospettiva europea si lega intimamente a quella occupazionale per le nuove generazioni, laddove si osserva (vedi Agenda Italia 2013) che “da qui al 2020 in Europa si
creerà occupazione qualificata per il 40% dei giovani (19-25), pari a 15
milioni di nuovi posti di lavoro disponibili per chi avrà competenze e
specializzazioni adeguate”.
Riflettere sull'Europa significa poi guardare alle possibilità costituite dai Fondi europei, e ragionare sul frequente mancato accesso ai medesimi da parte nostra.
Sui fondi di ricerca occorre favorire l’impegno e
la competizione dei centri e delle università italiane, mentre per quanto
riguarda i fondi strutturali dell'Unione europea, l’Agenda Monti li definisce un'occasione unica di investimento per la crescita nelle regioni del
nostro Mezzogiorno, asserendo a chiare lettere come lasciarli scappare sia “uno
scandalo che il nostro Paese non può più permettersi".
E' del resto evidente come non si possano
chiedere risorse allo Stato, e quindi ai contribuenti, mentre si lasciano
svanire risorse europee, che sono peraltro anch'esse finanziate dal
contribuente italiano.
Sulla scorta dell'esperienza maturata con il successo
del Piano di azione coesione e della riprogrammazione dei fondi strutturali, noi riteniamo pertanto che occorra mettere in campo tutti gli sforzi
possibili per incrementare la capacità delle amministrazioni di promuovere
progetti finanziabili da parte dei Fondi dell'UE, con un obiettivo preciso: l'utilizzazione totale dei contributi disponibili.
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