
Anche quando era tra le braccia di Calypso, Ulisse sapeva comunque di dover ripartire.
Arrivare là dove si deve arrivare, è un sentire che si fa sentimento, che si fa necessità, quindi si fa azione.
Anche a costo di trovarsi in mare aperto, e con il rischio di naufragare.
Ma un naufragio verso il dove devi essere è un pericolo tollerabile. In un certo senso esaltante.
Annegare in un ordinario certo, anonimo e vuoto, quello sì che è insopportabile.
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