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domenica 14 novembre 2010

Quando eravamo un po' svizzeri, e senza pensieri.

Quando eravamo bambini i canali televisivi erano pochi. Le Tv commerciali erano agli inizi, e ben più di esse si conoscevano, e si guardavano (almeno sui nostri territori), emittenti solo formalmente straniere: penso principalmente a Tmc (Montecarlo), Koper (Capodistria) e Tsi.
La Tsi, acronimo di televisione della svizzera italiana, era tra esse senza dubbio quella con la programmazione più qualificata. Una programmazione che rimane nella memoria di molti di noi, e da cui affiorano ricordi condivisi e popolari, che oggi più che mai hanno il gusto di un rimpianto: di sobrietà, di misura, e - perchè no? - di innocenza. Tra le sei e le sette di sera, in autunni nebbiosi ed inverni freddi, questo era - tra gli altri - un appuntamento imperdibile:




Ma non è tutto; ricordo che nel 1984 riuscii addirittura ad assistere, sulla stessa Tv svizzera, ad un Manchester Utd. - Juventus (andata di semifinale Coppa delle Coppe) che la Rai non trasmetteva. Mi ero sentito un ladro, profittandone. Oggi sarebbe impensabile, o quantomeno più laborioso, rimediare così facilmente all'oscuramento. Che a raccontarlo a chi non le ha viste, certe cose, si rischierebbe di non essere creduti.

Quel che stupisce un po' è proprio questo: che nell'epoca globale, dove tutto comunica senza sosta e limite, paradossalmente - anzichè sparire - certi piccoli confini sembrano consolidarsi. Ed esigono strumenti sempre più sofisticati al loro superamento.

In altre parole, ridateci la Tsi e scacciateci i pensieri.

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