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martedì 19 ottobre 2010

Affondare senza paura.


Non è solo un fatto di conti, di preventivi e consuntivi . E non è solo un fatto di stime; più o meno ribassate. Non è neppure solo un fatto di crisi delle istituzioni. Neppure di mancanza di visione. Non è nemmeno solo per l'imbarbarimento della classe politica, e non è neanche per l'assenza di senso civico e di solidarietà. Sono tante e tante cose, insieme combinate, che fanno sprofondare, ogni giorno che passa sempre di più, il nostro paese.
Ma è soprattutto l'abitudine a tutto questo, a rendere drammatico lo stato dell'Italia.
O l'idea che nulla sia, in fondo, davvero serio. Che nulla sia seriamente grave.
L'idea che quel che conta sia quel che passa in tv, e non quello che ci sta davanti, in tutte le case; o l'idea che servano ancora gli eroi, e qualche divisa da onorare, vera o immaginaria che sia; o semplicemente l'idea che non ci possano neppure essere, nuove idee.

Così alla fine è entertainment, però senza qualità, e rassegnazione, però senza disperazione.

Altri spot.
Vecchi slogan. Mediocri eccellenze. Consorterie bolse. Noia vestita di eccitazione.
Pornografia moraleggiante.
Che solitudine che dà, che rabbia che fa, questa nave colpita e riversa; giusto nel mezzo della sua deriva.
Che affonda senza paura.

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