
Barack Obama e Silvio Berlusconi sono stati eletti entrambi nel 2008. Entrambi sono a metà mandato, quindi, ma solo il primo vede alle porte una scadenza elettorale certa (le elezioni cosiddette di "midterm", riguardanti il Congresso, le assemblee elettive dei singoli Stati, e alcuni dei governatori dei singoli Stati) che darà un primo giudizio sul suo mandato.
Per Obama l'esito si preannuncia negativo. Sembra, a sentire gli analisti, che su di lui ricadano le colpe di tutto ciò che in America non funziona. Eppure, con la recente riforma sanitaria, Obama ha portato a compimento una straordinaria missione di rinnovamento e rafforzamento della coesione sociale.
Dovrebbe dire molto, o almeno dovrebbe dire qualcosa. Niente da fare, invece: pare proprio che non pagherà.
Non solo. Se per caso Obama cerca di risolvere le magagne lasciate in Iraq e dintorni dal suo predecessore, salta puntuale fuori qualcuno che pontifica che lo fa male, perchè "è troppo debole", perchè "non ha l'energia sufficiente".
Stupefacente. Provi dunque a pensare al suo predecessore, e ti chiedi - tra uno strafalcione e l'altro, tra una gaffe e l'altra, tra un insuccesso e l'altro - dove avesse mai, quello, la forza e l'energia. E la risposta può solo essere: nell'eterodeterminazione di tutte le sue scelte, ma soprattutto nella "parte" in e per cui stava. Parte politica, sociale, culturale, economica, intendo.
E nella teoria, semplicistica quanto diffusa, che quella sua parte fosse , e sia, quella giusta, sicura, forte, affidabile.
E' una vecchia questione, non solo americana: la destra domina nel tempo dell'insicurezza. E gli anni di Bush sono stati appunto "gli anni" dell'insicurezza (quasi sempre generata ad arte).
L'America non è certo cambiata, dopo di lui; ma i costi (variamente intesi) di due guerre stupide, un certo astensionismo causa candidato Gop troppo moderato (il povero McCain), e - infine - la straordinaria abilità e il formidabile carisma di Obama, nel 2008 hanno fatto il miracolo.
Se il miracolo, tra due anni, sia destinato a ripetersi, non è dato sapersi.
Intanto Obama soffre, malgrado le molte buone cose fatte.
E veniamo ora a Berlusconi.
Ammesso che ci sia ancora qualcosa da dire.
Risultati del governo, patetici. Credibilità internazionale, idem come sopra.
Berlusconi ha già fallito per la terza volta, dopo le prime due avventure a Palazzo Chigi (la prima fulminea, la seconda disatrosa); forse è per questo che ha già voglia di nuove elezioni. Subito.
Con queste scarse performances di governo dovrebbe essere un azzardo assoluto, eppure è opinione diffusa che in un eventuale ritorno alle urne egli di nuovo sbaraglierebbe la concorrenza (con un Pd in difficoltà, e un'ipotetica alternativa di centro "repubblicano" ancora molto confusa ed approssimativa).
Neppure le nuove, recenti bufere, sembrerebbero, del resto, impensierirlo.
Neppure la stagnazione sociale, minacciosa e pericolosa come mai prima d'ora.
L'Italia è, sì, completamente ferma, al palo; ma inerte; prigioniera indolente e rassegnata di un'estenuante catena di scandali che neppure scandalizzano più. Dove peraltro è solo il contenuto "sessuale" di gran parte dei medesimi ad avere rilievo; perchè tutto il resto, tutto quello che "intorno" agli episodi specifici, più o meno piccanti (si fa per dire), tocca e corrode le istituzioni non interessa che a una sparuta minoranza.
Pure un pò stronza, a ben pensarci.
Stronza perchè non capisce quanto sia bello stare in questo paese a democrazia catodica, dove se vuoi "svoltare" c'è una chance per tutti, e che si lamenta troppo, e di gamba sana.
Doppiamente stronza perchè neppure vuole sputare a prescindere e ad ogni costo sul proprio paese, provando anzi a rivalutarne una tradizione culturale e politica ai più (purtroppo) ignota.
Triplamente stronza perchè capisce bene come non basti il mero antiberlusconismo, o il ricorso a rimedi vecchi di trent'anni, per sconfiggere mali endemici del sistema - Italia.
Infinitamente stronza, perchè continuerà a credere in qualcosa di buono, e in qualcosa di giusto, malgrado tutto.
Per Obama l'esito si preannuncia negativo. Sembra, a sentire gli analisti, che su di lui ricadano le colpe di tutto ciò che in America non funziona. Eppure, con la recente riforma sanitaria, Obama ha portato a compimento una straordinaria missione di rinnovamento e rafforzamento della coesione sociale.
Dovrebbe dire molto, o almeno dovrebbe dire qualcosa. Niente da fare, invece: pare proprio che non pagherà.
Non solo. Se per caso Obama cerca di risolvere le magagne lasciate in Iraq e dintorni dal suo predecessore, salta puntuale fuori qualcuno che pontifica che lo fa male, perchè "è troppo debole", perchè "non ha l'energia sufficiente".
Stupefacente. Provi dunque a pensare al suo predecessore, e ti chiedi - tra uno strafalcione e l'altro, tra una gaffe e l'altra, tra un insuccesso e l'altro - dove avesse mai, quello, la forza e l'energia. E la risposta può solo essere: nell'eterodeterminazione di tutte le sue scelte, ma soprattutto nella "parte" in e per cui stava. Parte politica, sociale, culturale, economica, intendo.
E nella teoria, semplicistica quanto diffusa, che quella sua parte fosse , e sia, quella giusta, sicura, forte, affidabile.
E' una vecchia questione, non solo americana: la destra domina nel tempo dell'insicurezza. E gli anni di Bush sono stati appunto "gli anni" dell'insicurezza (quasi sempre generata ad arte).
L'America non è certo cambiata, dopo di lui; ma i costi (variamente intesi) di due guerre stupide, un certo astensionismo causa candidato Gop troppo moderato (il povero McCain), e - infine - la straordinaria abilità e il formidabile carisma di Obama, nel 2008 hanno fatto il miracolo.
Se il miracolo, tra due anni, sia destinato a ripetersi, non è dato sapersi.
Intanto Obama soffre, malgrado le molte buone cose fatte.
E veniamo ora a Berlusconi.
Ammesso che ci sia ancora qualcosa da dire.
Risultati del governo, patetici. Credibilità internazionale, idem come sopra.
Berlusconi ha già fallito per la terza volta, dopo le prime due avventure a Palazzo Chigi (la prima fulminea, la seconda disatrosa); forse è per questo che ha già voglia di nuove elezioni. Subito.
Con queste scarse performances di governo dovrebbe essere un azzardo assoluto, eppure è opinione diffusa che in un eventuale ritorno alle urne egli di nuovo sbaraglierebbe la concorrenza (con un Pd in difficoltà, e un'ipotetica alternativa di centro "repubblicano" ancora molto confusa ed approssimativa).
Neppure le nuove, recenti bufere, sembrerebbero, del resto, impensierirlo.
Neppure la stagnazione sociale, minacciosa e pericolosa come mai prima d'ora.
L'Italia è, sì, completamente ferma, al palo; ma inerte; prigioniera indolente e rassegnata di un'estenuante catena di scandali che neppure scandalizzano più. Dove peraltro è solo il contenuto "sessuale" di gran parte dei medesimi ad avere rilievo; perchè tutto il resto, tutto quello che "intorno" agli episodi specifici, più o meno piccanti (si fa per dire), tocca e corrode le istituzioni non interessa che a una sparuta minoranza.
Pure un pò stronza, a ben pensarci.
Stronza perchè non capisce quanto sia bello stare in questo paese a democrazia catodica, dove se vuoi "svoltare" c'è una chance per tutti, e che si lamenta troppo, e di gamba sana.
Doppiamente stronza perchè neppure vuole sputare a prescindere e ad ogni costo sul proprio paese, provando anzi a rivalutarne una tradizione culturale e politica ai più (purtroppo) ignota.
Triplamente stronza perchè capisce bene come non basti il mero antiberlusconismo, o il ricorso a rimedi vecchi di trent'anni, per sconfiggere mali endemici del sistema - Italia.
Infinitamente stronza, perchè continuerà a credere in qualcosa di buono, e in qualcosa di giusto, malgrado tutto.
2 commenti:
Fiero di far parte della sparuta minoranza, anche se solo con la qualifica di stronzo semplice. ;-)
Tutto giusto, ma manca sempre un passaggio: il fatto che la destra domini in un momento di insicurezza è una regola, ma è anche un controsenso.
La forza della sicurezza dovrebbe essere la sinistra, la cui missione è quella di offrire delle garanzie. Se la sinistra non viene percepita come tale, allora vuol dire che la sinistra (non solo quella italiana) ha completamente sbagliato il suo modo di comunicare: e non da oggi, ma da un bel po'di tempo a questa parte.
Non si può pretendere di dare sicurezza quando si presenta la propria proposta "solo" come giusta moralmente e non "anche" come utile a fare vivere meglio le persone; non si poteva pretendere di dare sicurezza quando si parlava di "dittatura del proletariato"; non si può pretendere di dare sicurezza quando si accetta di essere identificati con i "radical-chic" che sono la versione pezzotta degli intellettuali; non si può pretendere di dare sicurezza quando si pensa che la sinistra possa vincere adottando le ricette liberiste (all'italiana, per giunta) della destra, differenziandosi dalla destra solo per il buonismo.
Questo dovrebbe essere il nodo fondamentale da sciogliere, ma è un punto che sta sfuggendo a tutti. E i risultati si vedono.
Posta un commento