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domenica 31 ottobre 2010

Gli anni che abbiamo davanti. Realismo e incoscienza.


Gli anni che abbiamo davanti, in questo clima depresso e da fine impero, sono di un'incertezza notevole; sotto molteplici profili.
Riguardando, proprio oggi, su un canale privato sgangherato, un vecchio film di quarant'anni fa, inizi '70, ci ritrovavo notevoli affinità con il nostro quotidiano presente.
I protagonisti, simpatici, quasi tutti carini, non avevano alcun domani concreto. Si arrangiavano, scomposti, tra tentativi velleitari, imprese solitarie, una strisciante mollezza di costumi.
Il titolo del film non conta, neanche gli attori. Poca roba, ma autentica.
Insomma, guardavo e pensavo questo: non è detto che tutto il male venga per nuocere.
Se quello che ci aspetta avrà la metà della fantasia di quello che visse (o provò a vivere) quella generazione in conflitto perpetuo (personale e sociale), credo che in fondo valga la pena viverli, questi anni.
Riscoprendo, magari, un'ingenuità perduta: quella che alla fine salva i protagonisti; quella che ti può far sorridere anche in una tempesta.
Del resto a me pare che l'incoscienza sia la miglior scialuppa del realismo.

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